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Coronavirus

Pneumologia diventa zona covid. Chetta: «Ondata peggiore della seconda»

di Gian Luca Zurlini -

20 marzo 2021, 05:07

Pneumologia diventa zona covid. Chetta: «Ondata peggiore della seconda»

Da oggi i 22 posti della Clinica pneumologica del Maggiore tornano a essere interamente destinati ai malati di Covid. Una scelta dettata dall'aumento dei ricoveri conseguente all'aumento dei contagi e che era già stata fatta dalla dirigenza del Maggiore in occasione della seconda ondata. Da novembre a gennaio, infatti, il reparto diretto da Alfredo Chetta aveva già avuto questa destinazione. Questa volta però il reparto resterà nell'attuale collocazione al quinto piano dell'ala 5 e non verrà trasferito al padiglione Barbieri.

UN REPARTO "CUSCINETTO"

«Speravamo tutti di non dover tornare a questa situazione - dice il direttore della Clinica Alfredo Chetta - ma purtroppo questa terza ondata è peggiore della seconda e dunque si è resa necessaria la disponibilità dei nostri 22 posti letto per alleviare la pressione sia sulla terapia intensiva e subintensiva che sul "Barbieri"». Il dirigente medico spiega che «accoglieremo i pazienti del Barbieri in peggioramento e quelli della terapia intensiva in miglioramento. In pratica, ospiteremo tutti quei pazienti con insufficienza polmonare grave da Covid 19 che hanno una gestione pesante per la necessità di ricevere ossigeno con il cosiddetto casco oppure con continuità nell'arco delle 24 ore, ma che non necessitano di essere intubati oppure di monitoraggio costante delle proprie funzioni. Inizieremo domani (oggi per chi legge ndr) con 3 persone che vengono dalla terapia intensiva e sono in miglioramento e con una che invece proviene dal Barbieri e poi vedremo quali saranno le necessità che interverranno».

EMERGENZA CONTINUA

«Ovviamente siamo pronti a questo cambiamento, ma ci auguriamo - prosegue Chetta - che questa ulteriore emergenza duri il meno possibile. Se infatti organizzativamente la situazione è sotto controllo e tutto è stato predisposto al meglio, non va neppure negato che dopo un anno di emergenza pressoché continua, tranne una breve pausa estiva, la stanchezza, ancor più mentale che fisica, sia presente. Personalmente da febbraio scorso ho fatto solo un paio di settimane di ferie ad agosto, e molti medici e infermieri del reparto sono nella stessa condizione. Fortunatamente l'organizzazione è rodata, ma è indubbio che questo nuovo ritorno del Covid 19 viene vissuto in modo particolare, perché speravamo tutti di non dover ritornare in una situazione di emergenza».

PAZIENTI TRASFERITI

Per quanto riguarda i pazienti con malattie pneumologiche non Covid sono stati trasferiti nei reparti di Medicina interna e saranno comunque seguiti dal personale della Clinica pneumologica. «L'unico vero miglioramento - sottolinea Chetta - è che questa volta tutti i medici e gli infermieri del reparto sono vaccinati e dunque almeno la preoccupazione per la propria salute e delle proprie famiglie non c'è. Ma questo non ci esime dal dover seguire tutte le rigorose prescrizioni anti-contagio e dunque il dover lavorare in condizioni molto più faticose del normale. L'auspicio, a questo punto - conclude Alfredo Chetta - è che, grazie alla vaccinazione, questa possa davvero essere l'ultima fase di un'emergenza che dura ormai da più di un anno».