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Coronavirus

I soggetti vulnerabili: «L'obiettivo è vaccinarli tutti entro i primi di maggio»

di Giovanna Pavesi -

21 marzo 2021, 05:08

I soggetti vulnerabili: «L'obiettivo è vaccinarli tutti entro i primi di maggio»

Estremamente vulnerabili: a individuare gli appartenenti a questa categoria è stato il Comitato tecnico scientifico nazionale e a definire la loro condizione è, invece, il piano nazionale e regionale vaccini.

 

«I soggetti estremamente fragili sono le persone, a prescindere dall’età, affette da un danno d’organo pre-esistente o che, in ragione di una compromissione della risposta immunitaria al virus Sars-CoV2 hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare delle patologie gravi», chiarisce Silvia Paglioli, direttore servizio aziendale Igiene e Sanità pubblica dell’Ausl, a poche ore dall’inizio della somministrazione delle dosi a questa fascia di popolazione, che solo nella provincia di Parma conta circa 26mila unità.

L’identificazione viene effettuata su base regionale, attraverso il confronto e l’incrocio di banche dati e informazioni diverse. «In questa prima fase accogliamo chi è in terapia attiva oncologica – puntualizza - ma abbiamo calendarizzato i pazienti con insufficienza renale e in attesa di trapianto, chi è affetto da gravi patologie renali, tutti i soggetti dializzati (che sono circa 300 e che verranno vaccinati dove fanno il trattamento dialitico) e, infine, i pazienti con fibrosi cistica e malattie rare».

Ed esiste una gradualità d’intervento: «I malati oncologici, nella fase attiva di terapia, hanno iniziato a ricevere le dosi il 17 marzo. In questo caso lo specialista oncologo ha valutato l’eleggibilità alla vaccinazione e ha inviato pazienti presenti nella propria unità operativa al centro per la somministrazione. Per alcuni malati che hanno in corso terapie oncologiche è necessario analizzare, con precisione, il momento più opportuno per l’inoculazione, che è quello in cui si prevede una risposta immunitaria maggiore».

Come confermato da Paglioli, per il oggi sono programmate 180 somministrazioni a soggetti oncologici e dal 25 al 31 marzo sono previste 430 persone al giorno.

«In questa prima fase l’avvio è graduale - osserva la dottoressa - anche per valutare la modalità organizzativa, che prevede la presenza nella seduta vaccinale degli specialisti di riferimento».

Per questa categoria, come ricordato dalla dottoressa, è prevista una chiamata attiva e quindi non è il diretto interessato a contattare i servizi. Il termine per la vaccinazione di queste persone è da porre in relazione alla disponibilità delle dosi: «Se nulla varia rispetto alla programmazione delle consegne, la categoria degli estremamente vulnerabili potrebbe essere presa in carico completamente, almeno con la prima somministrazione, entro la prima settimana di maggio». Come spiegato da Paglioli, per questi utenti è previsto un vaccino a m-RNA e attualmente quello in uso è lo Pfizer, vista la maggiore disponibilità rispetto a Moderna. «È vaccinato al centro dell’ospedale Maggiore chi è in fase attiva di malattia o chi ha in corso delle terapie. I malati cronici in situazione di compenso e autonoma, invece, verosimilmente sono chiamati nei centri vaccinali territoriali vicini ai propri luoghi di vita. Intanto – conclude il direttore – continuano le prenotazioni e le vaccinazioni alle persone dai 75 anni in su nei cinque centri vaccinali di Parma e provincia e proseguono anche le somministrazioni a domicilio, per gli ultraottantenni allettati, segnalati all’Ausl dai medici di famiglia e chi, invece, necessita di essere accompagnato ai centri vaccinali può chiedere ai comuni l’attivazione del trasporto sociale».