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Viaggio in Cittadella

Buche e staccionate rotte: «Servono lavori urgenti»

22 marzo 2021, 05:02

Buche e staccionate rotte: «Servono lavori urgenti»

MARA VAROLI

 

Visitare la Cittadella con Luciano Vezzani non è una passeggiata. Da sempre il suo cuore batte per l'antica fortezza «e vederla morire giorno dopo giorno non mi fa dormire la notte». Allo storico volontario del parco manca il fiato dalla rabbia: «Mica bisogna aspettare il progetto di restauro - continua Vezzani -, tante sono le cose da fare subito, non solo per la salute della Cittadella, ma anche per l'incolumità delle migliaia di persone che la frequentano».

IL PARCO GIOCHI

Come un vero «soldato» della casermetta, Vezzani è sull'attenti davanti all'ingresso principale: «Sotto il ponte c'erano gabbie da pollaio e pali rotti - indica - qui ho tutto ripulito io. Mi sono persino arrampicato come Tarzan per togliere le infestanti dalle mura, per non farle crepare ulteriormente. Ma adesso non ce la faccio più». Scrolla la testa e il «viaggio» in Cittadella ha inizio, insieme ad Isabella Grassi, presidente del Comitato Cittadella per Parma. Già al parco giochi sulla destra iniziano i problemi: «La staccionata in legno è tutta rotta e sta cadendo a pezzi: da quando è stata fatta nessuno ha provveduto alla manutenzione - ricorda Vezzani -. E le panchine? Se non c'ero io a mettere le piastrelle le persone non si sarebbero più potute sedere: bastano due gocce d'acqua per allagare tutto». Per non parlare delle pietre posizionate là dove un tempo c'era un gioco per i bimbi: tutte sollevate e a rischio inciampo.

IL BASTIONE SANTA MARIA

Pericoli e discariche: «La cannoniera è chiusa da tempo. Io l'avevo ripulita 40 anni fa, quando mi avevano dato le chiavi, ma ora è piena di rifiuti di tutti i tipi: basta poco per metterla in ordine - commenta lo storico volontario -. E il Bastione Santa Maria? Nel 1981, qui ho raccolto 237 siringhe: era una giungla. Ma anche oggi non si scherza: è ridotto a una piantagione di erbacce e di gaggie. Per non parlare della cartellonistica: cinque pannelli rotti e vuoti».

IL CAMMINAMENTO DI RONDA

Proseguendo si arriva al camminamento di ronda: basta guardarlo per capire che la natura selvaggia e le grosse radici stanno sfondando le mura. E là dove c'era l'alloggio dei soldati è pieno di immondizia, circondata da rampicanti alti 8 metri: «E' necessario ripristinare il passaggio per tutto il perimetro delle mura ed estirpare i rampicanti che stanno rovinando per sempre tutta la struttura - sottolinea con forza Vezzani -. Anche qui come in tutta la Cittadella le staccionate sono rotte. Il percorso vita è sepolto dall'incuria. Dalla parte che guarda via Solferino la foresta si è impadronita di tutti gli spazi: con un escavatore si ripulirebbe tutta la zona». E Isabella Grassi aggiunge: «Il percorso podistico sui bastioni è si illuminato, ma tutta la vegetazione è morta e incolta, mentre l'anello interno è in molti punti senza luce, tant'è che ci sono gruppi podistici che non si possono più allenare in Cittadella».

LE BUCHE

Passo dopo passo si arriva alla palazzina San Giorgio, dove Luciano Vezzani ha posizionato la sua Madonnina e dove ha piantato rose e primule: «Anche qui se non ero io a portare la ghiaia ogni volta che pioveva si allagava tutto il piazzale e nessuno poteva passare di qua. Che fra l'altro rientra nel percorso podistico, che come tutti sanno è pieno di buche e quindi va sistemato: basta un niente per prendere una storta o cadere». E mentre si scende per raggiungere la «Porta» di via Pizzi, capita di vedere «fiorire» sedie di plastica sporche e rotte ammassate agli alberi.

L'INGRESSO DI VIA PIZZI

«La Porta di via Pizzi ha bisogno di un intervento di restauro immediato - osserva Vezzani, mentre con le mani mostra una struttura davvero ormai fatiscente -: i mattoni cadono da soli e le radici si sono impossessate della facciata, che è piena di crepe enormi. Anche i cannoni di granito vanno sistemati dove erano posizionati originalmente: se continuano a stare qui si rovinano perché sono completamente abbandonati e vengono utilizzati come panchina, sono pieni di sigari e sigarette».

I SERVIZI IGIENICI

Costeggiando l'attuale area archeologica, si arriva a Lostello. E qui sono lacrime per Vezzani: «Bisogna costruire dei servizi igienici adeguati alla frequentazione della Cittadella - parla per lui Isabella Grassi -. Ad oggi i bagni sono solo all'interno de Lostello, che ora chiude alle 18 e d'estate alle 20. Ma la Cittadella chiude ben più tardi: e la gente come fa?». Anche la pavimentazione che divide i due campi da basket nonostante sia di recente costruzione «è già tutta rotta. E i canestri? - domanda Vezzani -. Li ho comprati io, perché mi vergognavo. Non c'è bisogno di spostare i campi. In un parco frequentato soprattutto da podisti c'è il contenitore del defibrillatore ma il defibrillatore non c'è. E pensare che nella parte de Lostello non ancora utilizzata sarebbe bello farci il museo dello sport parmense».

L'ILLUMINAZIONE

Tanti interventi urgenti, a cominciare dall'illuminazione: «Anche sulle rampe non c'è luce e si corre al buio - fa notare Isabella Grassi -, così come nell'anello in corrispondenza dei Bastioni». Dalla parte che guarda via Racagni la situazione è fuori controllo: «Una vera giungla - continua la presidente del Comitato Cittadella per Parma - e il camminamento di ronda, là dove dovrebbero passare i podisti non è percorribile, per le tante interruzioni e per i tanti ostacoli».

LE PIANTE

Vezzani guarda in alto e con sconforto parla delle «sue piante»: tira fuori un coltellino e comincia a ripulirle dall'edera, che le imprigiona: «Occorre estirpare per sempre i rampicanti sugli alberi e pulire le bassure da tutte le piante morte, che con il vento diventano pericolose». Un sospiro e conclude lo storico volontario dell'antico parco: «Alla Cittadella ho dedicato migliaia di ore, tanti soldi e fatica per tenerla in salute. E ora vederla in fin di vita mi piange il cuore».

 

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