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COLLECCHIO

È morta Maura Vietta: «Ci mancherà il tuo sorriso»

22 marzo 2021, 05:06

È morta Maura Vietta: «Ci mancherà il tuo sorriso»

COLLECCHIO Profondo cordoglio ha destato a Collecchio la scomparsa di Maura Vietta, 57 anni. Ha dedicato la propria vita al lavoro, alla famiglia, agli affetti più cari. Pragmatica, generosa, concreta, era entrata nel caseificio di famiglia a 14 anni.

Il padre Ivo e la madre Paola, infatti, hanno gestito, fino al 2004, l’azienda di produzione di Parmigiano Reggiano «Caseificio Vietta» di Montecoppe. Una vita, la sua, che si è inserita nel solco di una tradizione antica, legata al mondo rurale, ai sacrifici ed alle rinunce.

«Ha sempre affrontato con slancio e determinazione questa attività – la ricorda, commossa, la madre Paola – sempre disponibile, per anni si è occupata della vendita del formaggio e ci ha affiancati nella produzione». Intraprendente e operosa, si occupò anche del negozio di alimentari che la famiglia gestì a Collecchio, nella zona di fronte all’arco del Bargello, in pieno centro, tra il 1978 ed il 1990. «Era molto conosciuta in paese – la ricorda un’amica – sapeva coniugare l’impegno lavorativo ad una grande disponibilità verso il prossimo. La sua era un’umanità schietta e ricca, in grado di coinvolgerti. Il suo sorriso era contagioso, se ne va un’amica, un esempio di impegno familiare e lavorativo per tutte noi».

Nel 1984 il matrimonio con Andrea Giavarini. Era giovane Maura, solo 21 anni, e, poi, il suo coronamento, prima con la nascita del figlio Nicola e poi l’arrivo della figlia Chiara. «Si è sempre data da fare – spiega il marito Andrea – la sua forza inarrestabile ci ha aiutato ad affrontare la vita, anche nelle avversità, il suo ottimismo, la sua voglia di vivere hanno lasciato un vuoto incolmabile».

Dopo la vendita del caseificio, nel 2004, Maura ha dato una mano al fratello Marino nella gestione del magazzino di stoccaggio e stagionatura di Parmigiano Reggiano in via Valli a Collecchio e poi è stata vicina al nipote Paolo, quando ha aperto il negozio di alimentari a Noceto, tra il 2007 ed il 2012.

Accanto all’impegno sul campo ed a quello per la famiglia, i tanti amici, la passione per il mare, per la sua casa di San Terenzo dove era solita trascorrere periodi di serenità con i familiari. Il suo desiderio era di tornarci ancora una volta per respirare l’aria del mare assieme ai suoi familiari, la malattia non glielo ha permesso.

Cuoca eccellente allietava i momenti conviviali con le sue prelibatezze fatte a mano: dai tortelli ai cappelletti, dagli arrosti ai dolci. Era una donna del saper fare, di quella concretezza un po’ contadina che l’ha sempre contraddistinta e che le ha fatto affrontare con grande dignità e forza la grave malattia che l’ha colpita e l’ha strappata all’affetto dei suoi cari.

La piangono il marito Andrea, i figli Nicola e Chiara, la madre Paola il padre Ivo, il fratello Marino, i nipoti ed i pronipoti.

G.C.Z.