Sei in Gweb+

La Nazionale al Tardini

Quando Parma si tinge d'azzurro

22 marzo 2021, 05:05

Quando Parma si tinge d'azzurro

di VITTORIO ROTOLO

Dall’esordio di Gigi Apolloni al duro sfogo di Marcello Lippi. Dalla strepitosa parata di un giovanissimo Gigi Buffon alle prodezze di Moriero, Del Piero, Totti e Gilardino. C’è davvero tanto da raccontare nella storia – lunga ventisette anni – tra la Nazionale italiana e lo stadio Ennio Tardini, dove giovedì sera (ore 20.45) gli azzurri torneranno per l’ottava volta, in occasione della sfida contro l’Irlanda del Nord, valida per le qualificazioni alla Coppa del Mondo di Qatar 2022. Il bilancio dei sette precedenti è decisamente favorevole: sei vittorie ed una sola sconfitta, maturata peraltro in amichevole al cospetto della Francia che, nel 2012, superò in rimonta la Nazionale allora guidata da Cesare Prandelli.

LA PRIMA VOLTA NON SI SCORDA MAI
È il 27 maggio 1994 quando l’Italia scende in campo, per la prima volta in assoluto, al Tardini. È la Nazionale di Arrigo Sacchi, pronta a volare negli Usa per lo sfortunato Mondiale che si concluderà con la sconfitta ai rigori contro il Brasile. A Parma, si gioca un’amichevole: l’avversario è la Finlandia, che annovera tra le sue fila pure il talentuoso Jari Litmanen, allora in forza all’Ajax. Dalla parte azzurra, invece, nutrita è la schiera dei beniamini di casa. Quella sera, nell’undici titolare dell’Italia, trovano spazio Antonio Benarrivo e Gigi Apolloni, che festeggia la prima presenza in maglia azzurra.

A centrocampo c’è invece lo juventino Dino Baggio, ormai «promesso sposo» gialloblù. Ad inizio ripresa, Sacchi si affida a Lorenzo Minotti, subentrato a capitan Baresi, e Gianfranco Zola, che rileva invece Roberto Baggio. Il rotondo 2-0 finale è tutto di marca laziale. Apre le danze Signori, al 23’, che approfitta di uno svarione difensivo della Finlandia, protegge bene la sfera e fulmina l’estremo difensore avversario Jakonen. Il raddoppio lo sigla invece Casiraghi che al 67’, di testa, corregge in rete la conclusione sporca di Conte, dopo il palo colpito da Minotti.

LA ROVESCIATA DI MORIERO E IL MIRACOLO DI BUFFON
Bisogna attendere quattro anni, prima di rivedere l’Italia al Tardini. Il 22 aprile 1998 la Nazionale allenata da un altro ex crociato, Cesare Maldini, affronta in amichevole il Paraguay. Finisce 3-1 ed il pubblico parmigiano ne vede davvero delle belle. Dopo cinque minuti, colpo di testa vincente di Paolo Maldini.

Il mattatore della serata, però, è Francesco Moriero: il centrocampista allora in forza all’Inter s’inventa dapprima una rovesciata da urlo, quindi castiga Chilavert con un bolide dalla lunga distanza. Fra i due gioielli di Moriero, l’autorete di Costacurta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Tre, i giocatori del Parma schierati dal c.t. Maldini: Fabio Cannavaro, Dino Baggio e l’allora ventenne Gigi Buffon che prende il posto di Peruzzi fra i pali, ad inizio ripresa, e a pochi istanti dal termine si esibisce in un prodigioso intervento sulla deviazione ravvicinata dell’attaccante paraguiano Brizuela, che quasi non crede ai suoi occhi. Una parata da urlo che, ancora oggi, viene considerata tra le migliori di sempre, nella carriera infinita dell’ex numero uno del Parma.

DEL PIERO CI PORTA IN COREA E GIAPPONE
Il 6 ottobre 2001, al Tardini, la Nazionale di Giovanni Trapattoni stacca il pass per il Mondiale di Corea e Giappone. Contro l’Ungheria decide una magistrale punizione di Alessandro Del Piero, proprio allo scadere della prima frazione. Un solo giocatore a rappresentare il Parma, in campo quella sera: è Cannavaro, ormai un leader della difesa azzurra.

LA PARTITA CON PIU’ GOL: ITALIA-BIELORUSSIA 4-3
Scoppiettante il match di qualificazione a Mondiali di Germania datato 13 ottobre 2004: a Parma, l’Italia di Marcello Lippi soffre più del previsto ma alla fine riesce ad avere la meglio sulla Bielorussia. È la Nazionale che, due anni dopo, trionferà a Berlino. Il micidiale uno-due che porta le firme di Totti (su rigore) e De Rossi sembra chiudere i giochi già dopo mezz’ora.

Gli azzurri si rilassano e Romashcenko accorcia le distanze. È ancora Totti, al 74’, a trovare la via della rete su punizione. Giusto tre giri di lancette e la Bielorussia torna in corsa con Bulyga. L’attaccante del Parma Alberto Gilardino ribadisce in rete sulla corta respinta del portiere avversario, dopo la conclusione di Zambrotta. Romashcenko mette nuovamente i brividi al pubblico di casa, ma il risultato non cambia più. Italia-Bielorussia 4-3 è la partita della Nazionale italiana al Tardini che ha fatto registrare il maggior numero di reti.

IL LIPPI FURIOSO
«Siamo la Nazionale campione del mondo in carica, giochiamo questa sera una partita che non conta più nulla perché la qualificazione è già in cassaforte e la gente cosa fa? Invece di essere riconoscente, dopo venti minuti mugugna e inizia ad invocare i nomi di altri calciatori. Cosi non va affatto bene. Bisogna amarla di più, questa Nazionale».

Marcello Lippi è su tutte le furie, al termine di Italia-Cipro del 14 ottobre 2009. Nel post-partita il c.t. si scaglia contro il pubblico del Tardini, «reo» di aver fischiato gli azzurri, sotto di due reti. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa ancora una volta lo scatenato Gilardino, autore di una fantastica tripletta tra il 78’ e il 92’.

LA FRANCIA (STAVOLTA) E’ INDIGESTA
Sei anni dopo la notte di Berlino, la Francia consuma la propria vendetta nei confronti dell’Italia. Il ritorno di Cesare Prandelli al Tardini è amaro: l’amichevole finisce 2-1 per la squadra di Deschamps, con i transalpini che ribaltano l’iniziale svantaggio subito da El Shaarawy con il destro a giro di Valbuena e il sigillo nella ripresa del neo-entrato Gomis, che insacca da due passi. A venti minuti dalla fine, Prandelli getta nella mischia l’ex Parma Sebastian Giovinco, che sostituisce un’altra vecchia conoscenza del pubblico di casa, Antonio Candreva. Ma l’Italia non riesce a raddrizzare le sorti dell’incontro.

QUAGLIARELLA, IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO... DEL GOL
È Fabio Quagliarella l’indiscusso protagonista dell’ultima sfida giocata dall’Italia allo stadio Tardini. Il 26 marzo 2019, nel tennistico 6-0 rifilato al Liechtenstein, l’attaccante blucerchiato timbra due volte il cartellino dagli undici metri e diventa così il marcatore più «anziano» di sempre, nella storia azzurra (36 anni e 54 giorni). Quando lascia il campo, al 72’, la standing ovation che gli tributa il pubblico parmigiano è da brividi. Per la Nazionale di Roberto Mancini completano la festa Sensi, Verratti, Kean e Pavoletti.

 

di VITTORIO ROTOLO Dall’esordio di Gigi Apolloni al duro sfogo di Marcello Lippi. Dalla strepitosa parata di un giovanissimo Gigi Buffon alle prodezze di Moriero, Del Piero, Totti e Gilardino. C’è davvero tanto da raccontare nella storia – lunga...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal