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Locandine

Otto artisti per otto cult movie

23 marzo 2021, 05:06

Otto artisti per otto cult movie

Rubare un'emozione al cinema è anche fermarsi con una punta di distrazione davanti a una bacheca e trovarci un manifesto che non dovrebbe essere lì: un punto di incontro inaspettato tra film sognati e cinema di cui abbiamo ancora bisogno.

«Rewind-Locandine d’artista» ripensa e attualizza i manifesti di alcuni cult della storia del cinema, più o meno recente. Partendo da una selezione personale - agli artisti è stato chiesto semplicemente di scegliere un film che hanno a cuore - la mostra rappresenta un vero e proprioatto d’amore verso le sale d’essai cittadine e, insieme, un’occasione per ricordare film indimenticabili con una nuova veste. da giovedì e sino al 14 aprile le bacheche di Astra, D’Azeglio e Edison ospiteranno le opere di 8 artisti: Notawonderboy, Elettra Boselli, Fran Kubelik, Monicatrequarti, Alessandro Canu, Luca Skawalker, Soraya Ghaba, Michele Belmessieri. «Rewind - Locandine d’artista» è la seconda esposizione nelle bacheche dei cinema d’essai di Parma nell'ambito della rassegna «For your consideration-Alla vostra attenzione». Un progetto espositivo realizzato dall’Associazione 24fps - Obiettivo Cinema con il patrocinio del Comune di Parma e la collaborazione dell’Ufficio Ccnema-assessorato alla Cultura, nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021 e in collaborazione con l’associazione «Toro». Un segno di speranza nell’attesa delle definitive riaperture dei cinema.

ELETTRA BOSELLI (1986)
Lavora principalmente sul disegno realistico, realizza ritratti e illustrazioni su commissione in uno studio dove fa anche la tatuatrice. Ama la cultura pop degli anni ‘80, il Giappone e i toast al formaggio.
Metropolis (1927) è tra i primi e tra i più iconici film di fantascienza della storia del cinema. Opera maestra del grande regista tedesco Fritz Lang, è ancora oggi fonte di ispirazione sia per la rappresentazione di futuri distopici che per rielaborazioni in chiave pop.
(Cinema Astra)

ALESSANDRO CANU (1988)
Studia Beni Artistici e dello Spettacolo all’università di Parma e si occupa di curare, allestire e organizzare mostre o rassegne culturali mentre collateralmente lavora come illustratore per manifesti e libri.
Il Casanova di Federico Fellini (1976) è uno dei film forse meno celebrati ma più intriganti del genio riminese. Come spesso capita nei suoi film, le vicende amorose del celebre seduttore (interpretato da Donald Sutherland, che Fellini incontrò sul set di «Novecento») si sviluppano tra registri diversi, dal grottesco con tinte surreali a toni più drammatici, perfino struggenti. Premio Oscar per i migliori costumi.
(Cinema Edison)

SORAYA GHABA (1995)
Studia illustrazione alla Comics, si sta approcciando per la prima volta alla sperimentazione di diverse tecniche pittoriche. Il soggetto preferito: gli incubi che la tengono sveglia di notte, i sogni che le rimangono appesi agli occhi durante il giorno.
Velluto blu (1986) è il film che consacrò David Lynch e contribuì a definire il suo linguaggio cinematografico e molti dei suoi temi ricorrenti, primo fra tutti l'idea di una provincia americana colma di segreti disturbanti e inquietudine.
(Cinema Astra)

FRAN KUBELIK (1989)
Nata a Carpi, adottata da Parma da cinque anni. Appassionata di medicina, cinema, simboli, esseri umani.
Alien (1979) di Ridley Scott è una indimenticabile odissea spaziale con intruso a bordo: la creatura minacciosa che valse a Carlo Rambaldi l'oscar per gli effetti speciali. Capostipite di una fortunata serie, e film di lancio per Sigourney Weaver, è tra i grandi film cult della storia del cinema.
(Cinema Astra)

MONICA-TRE-QUARTI (1990)
Il suo lavoro spazia attraverso diversi linguaggi visivi: dall’installazione alla video arte, dalla pittura al disegno. Le tematiche ricorrenti sono il sacro, l’identità, il corpo e la natura, ispirate dal territorio nel quale è cresciuta, vicino al fiume Po, dove tradizioni popolari e credenze religiose si mescolano.
Santa Sangre (1989) conclude una ideale trilogia surrealista che il cileno Alejandro Jodorowsky iniziò il decennio precedente con «El Topo» e «La Montagna Sacra». E’ una favola bizzarra a spasso tra il Grand Guignol, un certo misticismo sudamericano e, soprattutto, i ricordi giovanili dell'autore, quando si esibiva soprattutto in ambito circense. Difficile non riconoscere in certe sequenze un chiaro omaggio a Marcel Marceau, suo maestro.
(Cinema Astra)

NOT-A-WONDER-BOY (1982)
Come celebra il suo nome, non è un ragazzo prodigio. Art director, illustratore, graphic designer nato tra le nebbie della pianura piacentina. Dopo un lungo peregrinare in varie città, dal 2010 vive e lavora a Parma dove dirige il suo studio personale: Studio Brado.
Amarcord (1973) è tra i film più amati e celebrati di Federico Fellini. Commovente e spassosissimo omaggio alla sua Rimini, o meglio ancora al suo ricordo, è un intramontabile carosello di macchiette e situazioni nelle quali ciascuno di noi può riconoscere una parte di sé.
(Cinema D’Azeglio)

LUCA PEDRELLI SKAWALKER (1971)
Vive a Parma dove dipinge e disegna, cercando di comporre un mondo figurativo dove «la musica crea l’immagine e le immagini hanno la forma dei suoni, si deformano e si incuneano si piegano e si assottigliano» (G. Martini).
Sacco e Vanzetti (1971) è uno dei migliori esempi di cinema italiano impegnato, tanto che per la successiva (1977) cerimonia di riabilitazione dei due anarchici italiani da parte delle autorità americane venne invitato a Boston il regista Giuliano Montaldo. Grande, grandissimo, come sempre Gian Maria Volontè affiancato da un convincente Riccardo Cucciolla.
(Cinema Astra)

MICHELE BELMESSIERI (1985)
È docente e storico dell’arte. Ha collaborato ad allestimenti, stesura di testi e organizzazione di eventi per Fondazione Magnani Rocca, Galleria Nazionale di Parma, Labirinto della Masone, Fondazione Cineteca di Bologna, Hay Festival Madrid e Segovia. Ha partecipato alla realizzazione di diversi volumi per la casa editrice Franco Maria Ricci.
Pink Flamingos (1972) è un folle divertissement underground del regista stracult John Waters. E 'tra i più celebri esempi di film di mezzanotte: pellicole considerate troppo fuori dall'ordinario per gli orari regolari del cinema e quindi spostate a mezzanotte. Considerato da alcuni il film americano più vicino al «Chien Andalou» di Buñuel, è entrato di diritto nella storia del cinema per la sua scena finale che preferiamo non descrivere. Ci capireste.
(Cinema Edison)