Sei in Gweb+

AL PALA PONTI

Quelli che sperano nella dose che «avanza»

24 marzo 2021, 05:07

Quelli che sperano nella dose che «avanza»

Arrivano in momenti diversi della giornata. C’è chi passa per caso, chi ha seguito il suggerimento di amici e familiari o chi, confuso da informazioni contraddittorie, si avvicina chiedendo di essere sottoposto al vaccino, in caso di rinunce di chi ne ha diritto. All’entrata del pala Ponti, per dissuadere chi si presenta volontariamente, è stato fissato persino un cartello, con la comunicazione ufficiale dell’Azienda Usl che indica le modalità anti-spreco. Eppure, quasi ogni giorno, i tentativi e le richieste ci sono.

«Sono passato di qui perché in famiglia mi è stato detto che, dopo le 17,30, avrei potuto chiedere delle inoculazioni avanzate. Ma, in effetti, non conosco nessuno che sia riuscito a vaccinarsi con questa modalità» racconta Luca Bocchialini, 23 anni, studente di Biotecnologie genomiche molecolari e industriali all’università di Parma. E, in effetti, arrivato alla soglia del polo vaccinale, gli addetti gli confermano che non è possibile sottoporsi al vaccino in questa modalità.

«Ero abbastanza sicuro che, almeno all’inizio, questa procedura fosse prevista - aggiunge lo studente -. Mi dispiace molto, perché mi sarei sottoposto tranquillamente alla dose AstraZeneca. Invece dovrò aspettare». Allo stesso modo, una donna, già vaccinata, ha chiesto se fosse contemplata la possibilità di portare la madre di 65 anni al termine dei turni, per inserirla in questa categoria: «Mi hanno confermato che non si può. Sui social, leggevo che alcuni conoscenti che avevano utilizzato questo canale, pur essendo giovani e non appartenenti ad alcuna categoria avente diritto».

«Immaginavo non me lo avrebbero fatto – racconta Fabio Giordano, dipendente 29enne di un’azienda privata -. Dell’esistenza dell’elenco riserve ho saputo solo ora. Anche se è un peccato che le persone si lascino condizionare da una paura ingiustificata, speravo di riuscire a farlo per le disdette».

G.P.