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CORONAVIRUS

AstraZeneca, mancano le dosi: priorità alla scuola. Over 75 a rischio slittamento

di Pierluigi Dallapina -

25 marzo 2021, 05:08

AstraZeneca, mancano le dosi: priorità alla scuola. Over 75 a rischio slittamento

Esiste un modo di dire che descrive alla perfezione come siamo messi con i vaccini: la coperta è corta. Così corta che se si vuole proteggere qualcuno contro il Covid, qualcun altro rischia di dover aspettare (gli over 75), in attesa che arrivino le dosi a disposizione dei medici di famiglia. AstraZeneca ne ha consegnate oltre il 70% in meno, tanto per gradire, ma nei prossimi giorni sono promessi nuovi arrivi. Basteranno a soddisfare le richieste? Al momento nessuno azzarda previsioni, perché l'arrivo di quantitativi inferiori rispetto a quelli previsti è un problema che si è già presentato. «Entro la fine delle vacanze di Pasqua vorremmo aver vaccinato tutto il personale scolastico», assicura Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl, alle prese con un piano vaccinale in continua evoluzione proprio per la scarsità di dosi a disposizione e le incertezze nell'immediato futuro. «Il potenziale vaccinale del nostro sistema è alto» gli fa eco Pierantonio Muzzetto, presidente dell'Ordine dei medici, ma che subito dopo aggiunge: «manca la materia prima». Cioè le dosi di vaccino, come ha ammesso anche Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute, riferendosi alle forniture assegnate ai medici di famiglia impegnati nella somministrazione del vaccino al personale scolastico.

COPERTA CORTA

Nel Parmense l'Ausl ha calcolato di dover vaccinare circa 10mila persone appartenenti alla categoria del personale scolastico. L'insieme comprende tecnici di laboratorio, impiegati, dirigenti, bidelli e ovviamente anche gli insegnanti. Solo che questo gruppo ora è stato allargato al personale delle mense e delle pulizie. Come se non bastasse, nel personale scolastico sono finiti anche gli insegnanti che non hanno il medico di famiglia in regione, ma che lavorano nelle scuole dell'Emilia Romagna. Per questi ultimi la Regione attiverà un portale online nel quale registrarsi, ma per ora nessuno sa calcolare con esattezza quante dosi in più serviranno per vaccinare la categoria personale scolastico in versione allargata.

AstraZeneca ha consegnato il 25% di quanto previsto e questo crea non pochi problemi nella pianificazione. Fino a martedì pomeriggio sono state vaccinate dai medici di famiglia 6.150 persone appartenenti al mondo della scuola e l'Ausl ha chiesto di riservare altre 2mila dosi (193 fiale) per questa categoria. Esistono ulteriori 3mila dosi di AstraZeneca per garantire somministrazioni, fino al 29 marzo, anche a chi ha dai 75 ai 79 anni. «L'obiettivo che intendiamo raggiungere - spiega Cozzolino - è di completare la somministrazioni delle dosi al personale scolastico entro la fine delle vacanze pasquali. Questa categoria sarà prioritaria».

Quindi, se le dosi di AstraZeneca non basteranno per tutto il personale scolastico in versione allargata, la somministrazione del vaccino nella fascia 75-79 anni dovrà essere rallentata. E qualcuno dovrà aspettare. «Negli ultimi 15 giorni le consegne sono state tutte abbassate. In futuro speriamo che arrivino i vaccini promessi», aggiunge Cozzolino. Nel frattempo Pfizer ha spedito 20mila dosi in più, che potranno servire per vaccinare i pazienti fragili e quelli dai 75 ai 79 anni che non possono ricevere l'AstraZeneca.

MANCA LA MATERIA PRIMA

«Il vero problema è che si vive alla giornata. Non nascondo che anche noi siamo in attesa di sapere quante dosi verranno consegnate», confessa Pierantonio Muzzetto, presidente dell'Ordine dei medici. Che difende la categoria e pretende il rispetto dei patti da parte delle case farmaceutiche. «I cali di fornitura li abbiamo notati già a inizio febbraio ed è un peccato, perché il potenziale vaccinale in questa provincia e in questa regione è alto. Solo che adesso continua a mancare la materia prima».

La penuria di vaccini è un problema sottolineato anche da Corrado Parodi, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana medici di famiglia. «Le dosi sono scarse». E pensare che i medici di famiglia, in base al protocollo condiviso dalla Fimmg e dallo Snami con l'assessorato regionale alla Salute, potrebbero presto vaccinare anche anziani fragili costretti a letto e i cosiddetti caregiver. «Il protocollo è pronto, ma va contrattualizzato. Noi siamo in attesa da 20 giorni», sottolinea Parodi.

NON SOLO COVID

La mancanza di vaccini non è però l'unico problema. «Io non sono ancora stato vaccinato. Ma noi medici di famiglia dobbiamo poter curare le persone, mentre la gestione del Covid blocca ogni attività. Non dimentichiamo che in Italia, ogni anno, muoiono 248mila persone per malattie cardiovascolari e 196mila malati di tumore», ricorda Fabrizio Pallini, medico di famiglia.

ASTRAZENECA NON FA PAURA

In questo caos sembra esserci un'isola felice: il Pala Ponti di Moletolo, dove la vaccinazione del personale scolastico va avanti senza intoppi. «Credevo che le notizie su AstraZeneca potessero provocare delle rinunce. Invece oggi (ieri per chi legge, ndr) su 23 prenotati ho somministrato 23 dosi. Fino ad ora non ho avuto problemi di scorte», assicura Giuseppe Campo, medico di famiglia impegnato a immunizzare chi lavora a scuola.