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IL CASO

Monte Ardone, no al raddoppio: in consiglio un ordine del giorno per favorire la dismissione definitiva

25 marzo 2021, 05:01

Monte Ardone, no al raddoppio: in consiglio un ordine del giorno per favorire la dismissione definitiva

FORNOVO - Tra gli importanti punti in elenco nel prossimo consiglio comunale, in calendario martedì 30, insieme all’approvazione del bilancio e alla mozione del gruppo di minoranza «Fornovo città Futura» in merito al futuro di Monte Ardone, ci sarà un ulteriore motivo di discussione che vedrà ancora al centro la discarica.

Si tratta dell’ordine del giorno sul tema presentato dall’assessore Alessandro Savi, sottoscritto dall’assessore all’ambiente Lucia Cardi e dai consiglieri di maggioranza Marco Porcari, Anna Maria Berselli e Salvatore Iaquinta: il documento chiede in sostanza al consiglio comunale e all’amministrazione comunale, alla luce della richiesta di ampliamento dell’impianto da parte del gestore - passaggio che porterebbe il volume del corpo rifiuti dai 300mila metri cubi a un totale di 703mila metri cubi, in pratica un raddoppio della capacità - di favorire e promuovere nel più breve tempo possibile la fine dei conferimenti di rifiuti nella discarica di Monte Ardone e il suo rapido passaggio alla fase di post mortem, nel rispetto delle tempistiche già stabilite, ritenendo che non si possa accogliere la richiesta di ampliamento pervenuta.

La richiesta parte da un presupposto primario: «Il programma di mandato - si afferma nell’ordine del giorno - votato e approvato da questo consiglio comunale dice che “Fornovo Progetto Comune è formato da alcuni tra i cittadini che si posero in netto contrasto con l’apertura della discarica di Monte Ardone e che notano, in questi anni al di là dei proclami elettorali, che la discarica non solo non ha cessato la sua attività ma ne ha aumentato la portata”. Oltretutto è stata fermata l’attività dell’osservatorio sulla discarica, cosa che influisce non poco sulle preoccupazioni di cittadini e aziende. La prima cosa da fare è il ripristino dell’osservatorio su Monte Ardone per poi intavolare un discorso chiaro con tutti gli attori coinvolti nella gestione della discarica, con analisi costi- benefici, e per promuoverne la dismissione».

Nell’odg si ripercorre quindi la vicenda ormai storica e controversa dell’impianto per poi proseguire con le motivazioni che ne reclamerebbero la dismissione, in particolare: l'impianto è in una zona a rischio idrogeologico nella quale sono emerse criticità ambientali e strutturali nel corso degli anni. Inoltre il comune di Fornovo rientra nel territorio della Food Valley, caratterizzata dagli interessi economici della filiera agroalimentare. Non ultima argomentazione a supporto della richiesta: l’importanza che ha assunto il tema ambiente, in termini di protezione nella sua globalità, tanto che è stato creato il Ministero della Transizione Ecologica. Do.C.

 

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