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Ermes Fulgoni

«Sepe giù? In un anno così è naturale»

26 marzo 2021, 05:03

«Sepe giù? In un anno così è naturale»

PAOLO GROSSI

Negli ultimi tempi i tifosi del Parma sia sui social che nell’interazione con i programmi televisivi e radiofonici si sono spesso accaniti con Luigi Sepe, il portiere quest’anno alla sua terza stagione nel Parma. E proprio come per il Parma di D'Aversa anche per lui questa è l’annata più difficile, anche se i tifosi oltre a soffermarsi su questioni tecniche a volte se la sono presa con le storie Instagram della moglie che lo difendeva o le esternazioni del procuratore. Restando invece alle cose del campo, abbiamo voluto chiedere il parere di un grande esperto: Ermes Fulgoni, storico preparatore che ha lavorato a lungo con la prima squadra e il vivaio del Parma, oltre a svezzare campioni come Buffon, Sirigu, Silvestri.

«Quest’anno ovviamente le partite le seguo in tv - premette Fulgoni - ma devo dire che il rendimento di Sepe mi sembra al di sotto di quello delle passate stagioni. Le ragioni possono essere diverse: per prima cosa quando i campionati vanno così, e si assommano tante contingenze sfavorevoli il portiere è per forza condizionato. Se la squadra entra in un clima di negatività un ruolo come quello del portiere è il più sensibile. Poi ovviamente l'errore è dietro l'angolo: secondo me ad esempio poteva fare di più sul gol di Scamacca da fuori area. Non è stato un tiro a sorpresa e arrivava da lontano, tra l'altro a mezza altezza».

Tra le «accuse» dei tifosi quella che «non si butta mai» e che «esce poco».

Sulla prima cosa sono abbastanza d'accordo, sulla seconda no. A me piace il portiere reattivo e generoso che prova sempre a fare la parata, pur in situazioni improbabili. È anche un modo per caricarsi e caricare i compagni. Sul discorso delle uscite bisogna invece capire che il calcio è cambiato anche sotto questo aspetto e la vecchia uscita di pugno o in presa aerea è sempre più rara perché i cross sono tesi. La palla va molto più forte di quando giocavo io, gli attaccanti sono più alti, grossi e giocano d'anticipo. Diventa impossibile per il portiere calcolare il punto in cui andare a colpire o agguantare il pallone. La regola che nell'area piccola la palla dev'essere del portiere è scaduta e non vale più. E comunque il portiere, specie nei momenti difficili, deve estraniarsi dai commenti, non leggere, non ascoltare se non i suoi allenatori».

Con i piedi invece Sepe è ormai un vero regista difensivo...

«È bravo davvero e in questo aiuta anche la squadra in momenti di difficoltà. Usa bene entrambi i piedi e trasmette sicurezza. Piuttosto mi chiedo quanto serva far giocare così tanto il portiere e la difesa in costruzione. Ho visto che in Champions tutte le italiane hanno incassato gol pesanti facendosi rubare la palla dal pressing degli avversari. Non sarebbe meglio al primo accenno di pressing alto far calciare il portiere e poi andare alla guerra dove cade la palla?».

Le ultime norme restrittive rendono più difficile parare i rigori?

«Direi di no, anche perché il metodo che ho sempre cercato di insegnare è quello di stare fermi fino all'ultimo momento utile poi lanciarsi con convinzione dalla parte che avremo battezzato. In serie A avevo capito che i migliori rigoristi riescono a cambiare angolo quando il loro piede è ancora a 10 centimetri dalla palla. Quindi se noi partiamo prima li aiutiamo».

Tra i tanti portieri che ha avuto per le mani qual è quello che avrebbe potuto fare più carriera?

«Il primo nome che mi viene in mente è Matteo Pisseri, cresciuto nel Parma, che è arrivato giovanissimo alla serie C e lì si è fermato, pur avendo giocato in piazze importanti come Terni, Catanzaro e Catania. Credo potesse aspirare a una categoria superiore».

Il calcio si evolve ma quello del portiere resta sempre il ruolo più delicato...

«Non c'è dubbio, per questo i ragazzi giovani, vanno sempre aiutati, gli va detta una parola buona. Ancora adesso i vari Agazzi, Silvestri, Antonioli, mi chiamano spesso e mi ricordano che li trattavo con il cuore in mano. E poi il portiere si costruisce un mattoncino alla volta, passo passo migliorando ora questo ora quell'aspetto, tecnico, fisico e caratteriale».

 

PAOLO GROSSI Negli ultimi tempi i tifosi del Parma sia sui social che nell’interazione con i programmi televisivi e radiofonici si sono spesso accaniti con Luigi Sepe, il portiere quest’anno alla sua terza stagione nel Parma. E proprio come per il...

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