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Vademecum

Quarantena e isolamento: cosa fare prima di tornare «liberi»

26 marzo 2021, 05:06

Quarantena e isolamento: cosa fare prima di tornare «liberi»

MONICA TIEZZI

Con i contagi giornalieri stabilmente sopra quota 100 (e in alcuni giorni oltre i 200), la terza ondata ha una ricaduta importante anche su chi sospetta (o ha la certezza) di aver avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid. E non sempre è chiaro quali passi fare, e come.

HO UN SOSPETTO...
«La prima cosa, in caso di dubbio di contatto, è attenersi ancora più rigidamente alle misure di sicurezza: mascherina, possibilmente FFP2, distanziamento, igiene delle mani, evitare qualsiasi assembramento» spiega Carla Congiu, assistente sanitaria del servizio di Igiene pubblica dell'Ausl.

Quello che invece non si deve fare, anche in assenza di sintomi, aggiunge, è correre in farmacia o in un ambulatorio privato per sottoporsi di propria iniziativa al tampone. «Bisogna attendere il periodo di incubazione del virus, quindi almeno 10 giorni, altrimenti l'esito dell'esame non è attendibile. Nella maggioranza dei casi è l'Ausl stessa che, nell'ambito del tracciamento dei contatti del contagiato, chiama gli interessati e propone l'appuntamento per un tampone nei tempi giusti», continua Congiu.

SE NESSUNO CHIAMA
Può capitare - perché la persona risultata positiva si è dimenticata di segnalare un contatto o perché nell'ambito del contact tracing non si sia riuscito ad intercettare tutti gli interessati - che un «contatto» non venga chiamato dalle autorità sanitarie. Che fare in quel caso? «Chiamare il centralino Covid 0521-393232 dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13 e dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 8,30 alle 13. Le linee sono spesso occupate, vista l'emergenza. Non demordete, ci siamo» aggiunge Congiu.

I contatti stretti di casi positivi confermati dal Dipartimento devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un tampone negativo effettuato il decimo giorno.

Ma se, oltre al sospetto (o la certezza) di aver avuto un contatto a rischio ci sono anche i sintomi del contagio? «Chiamate subito il vostro medico di base, che ci segnalerà l'esigenza di fare un tampone nella prima disponibilità utile, senza attendere i 10 giorni. Se non lo trovate, chiamate lo 0521-393232. Non andate né in ambulatorio né al pronto soccorso. Solo in caso di urgenza chiamate il 118. In caso di positività, scatta non più la quarantena (che può essere preventiva e in assenza di conferma di positività) ma il vero e proprio isolamento domiciliare», spiega l'addetta dell'Igiene pubblica.

L'ISOLAMENTO
L'isolamento comporta, fra l'altro, lo smaltimento differenziato dei rifiuti del contagiato, il confinamento, se possibile, in una stanza dell'abitazione, consumare i pasti in orari diversi dagli altri conviventi o nella propria stanza, il lavaggio a parte di indumenti e stoviglie, l'uso esclusivo di un bagno (se non è possibile, la disinfezione dopo ogni uso delle superfici e dei sanitari con candeggina diluita, e l'uso di asciugamani personali), non condividere con i conviventi gli oggetti (cellulare, pc, auricolari, cuffie, penne, libri, fogli) o disinfettali accuratamente dopo l’uso.

È anche importante assicurarsi di essere raggiungibile telefonicamente per la sorveglianza effettuata dall’operatore di sanità pubblica e misurarsi la temperatura due volte al giorno (mattina e sera) e tutte le volte che si ha la sensazione di avere la febbre.

QUANDO SI TORNA «LIBERI»
Quando termina l'isolamento, o la quarantena? «Subito, se è negativo l'esito del tampone al decimo giorno dall'esposizione al caso o dalla comparsa dei sintomi. L'Igiene pubblica è l'unica autorità titolata a dare questa data e a stabilire la “liberazione” della persona. La fine della quarantena viene comunicata telefonicamente o via e-mail, successivamente sarà inviata anche la certificazione di fine quarantena tramite posta ordinaria. In caso invece di positività, questa viene comunicata subito all'interessato. Nel giro di 48-72 ore si viene poi richiamati per l'indagine epidemiologica: valutare lo stato di salute, le persone con le quali si è venuti a contatto prima e dopo l'eventuale insorgenza dei sintomi, le comunità frequentate. Nell'occasione si prenota anche un altro tampone a dieci giorni di distanza».

Se l'esito del tampone eseguito a dieci giorni dalla conferma della positività è negativo, viene dichiarato terminato l'isolamento. In caso di persistente positività, si prosegue l'isolamento fino al 21esimo giorno dalla comparsa dei sintomi: dopo questa data, non è più necessario alcun tampone per considerarsi guarito e libero di tornare a circolare.

Ulteriori informazioni su sintomi, quarantena e isolamento, tamponi, rientri al lavoro o dall'estero e supporto psicologico sulla pagina www.ausl.pr.it/covid_19_info_news/default.aspx del sito Ausl di Parma.

 

MONICA TIEZZI Con i contagi giornalieri stabilmente sopra quota 100 (e in alcuni giorni oltre i 200), la terza ondata ha una ricaduta importante anche su chi sospetta (o ha la certezza) di aver avuto contatti con soggetti risultati positivi al...

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