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Lutto

Aroldi, una vita fra cultura e buon cibo

28 marzo 2021, 05:05

Aroldi, una vita fra cultura e buon cibo

Se ne è andato in silenzio, proprio come amava sostare nel suo ristorante, in punta di piedi. Chi ha frequentato almeno una volta Antichi Sapori lo ha sicuramente incrociato, i più fortunati lo hanno anche conosciuto: Luigi Aroldi (nato a Sabbioneta, 28 luglio 1941) è stato spazzato via dal Covid, in pochi giorni.

Insieme a Davide Censi aveva acquistato il ristorante di Gaione 25 anni fa. Una società nata dalla conoscenza diretta, sfociata poi nella nascita di uno dei locali più frequentati di città e provincia. «Ci siamo conosciuti quando avevo sedici anni - spiega ancora turbato Davide Censi - perché andavo a imparare in un locale a Busseto durante la mia frequenza alla scuola alberghiera».

 

«Lui - aggiunge lo chef - aveva comprato un locale nel parmense e cercava un ragazzo da mettere in cucina e chiese alla proprietà se conoscesse qualcuno e me lo presentarono, insieme ai miei genitori. Accettai di andare a lavorare in questo locale. Me ne andai dopo un anno per fare esperienze fuori Parma, ma il rapporto rimase ottimo anche dopo». Tanto che nel 1995 appunto nacque la società per l'acquisizione di Antichi Sapori.

Luigi Aroldi era una figura importante all'interno del ristorante, visto che riusciva a mantenere gli equilibri in azienda con il personale e curava la parte finanziaria mentre lasciava a Censi la gestione del menu e della clientela. Era in ogni caso sempre presente, con molta discrezione. E professionalmente si occupava anche di commercio di formaggi.

I suoi interessi erano tanti: molto vicino al sociale (ogni anno organizzava tra l'altro una serata in favore della onlus Noi per Loro), amava la letteratura italiana e la storia. Era anche appassionato di arte e di musica lirica e per tanti anni ha frequentato i teatri di mezza Europa. E naturalmente apprezzava la buona cucina, guidando e scegliendo i viaggi «gourmet» da condividere con i soci e dipendenti di Antichi Sapori.

Insomma Sabbioneta e Parma hanno perso un personaggio poliedrico, sensibile e capace di apprezzare e valorizzare questa porzione di territorio. Mancheranno la sua sensibilità, la sua cultura e la sua riservatezza. s.p.