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LA SCUOLA A CASA

Le insidie della Dad e quell'aiuto per genitori poco hi-tech

29 marzo 2021, 05:01

Le insidie della Dad e quell'aiuto per genitori poco hi-tech

ANNA PINAZZI

La scuola «a portata di click» è tutta un’altra scuola. Le dinamiche cambiano radicalmente, l’istruzione online richiede nuove competenze e la necessità di un adulto che supervisioni e aiuti quotidianamente i più piccoli con il collegamento alle lezioni. Ai genitori, dunque, non basta più sapersi destreggiare tra moltiplicazioni, sottrazioni, formule geometriche e qualche tema di italiano, adesso urgenti e necessarie sono altre «moderne» – e per nulla scontate – competenze.

«Competenze che non tutti possiedono e chi non le ha, ha bisogno di un supporto e un aiuto – spiega Paolo Merighi della cooperativa sociale World In Progress –. La digitalizzazione della scuola ha portato molti problemi ai tanti genitori non proprio abili nell’utilizzo di tablet, smartphone e pc. Per questo, attraverso l’apertura di un laboratorio di assistenza chiamato Infolab, si è deciso di aiutare gratuitamente chi avesse bisogno di una consulenza tecnica per risolvere i problemi legati alla didattica a distanza».

Garantire oggi la scuola ai propri figli, significa essere in grado di scaricare le applicazioni e i programmi necessari per la didattica online e avere le competenze per riuscire ad ovviare ad eventuali problemi tecnici e tecnologici. Ma per la didattica a distanza non basta una buona digitalizzazione, che è il requisito base per garantire l'accesso alle piattaforme per il collegamenti alle lezioni. La dad richiede anche la disponibilità di un tablet o un pc, fattore, quest’ultimo, spesso determinante per l’accesso alla «nuova e digitalizzata» istruzione.

«Stiamo aiutando tantissime persone via telefono, data la zona rossa, per insegnare a destreggiarsi nell’installazione delle applicazioni necessarie per la didattica online, come Nuvola o Classroom. Alcuni – continua Merighi – non sanno nemmeno cosa significhi la parola account o non sanno come mandare un’email. Sono tutte competenze che non devono essere date per scontate. Inoltre, nello scorso lockdown siamo riusciti a consegnare molti strumenti tecnologici, anche rigenerati, alle famiglie in difficoltà, sostenendo il progetto comunale dei bandi per la fornitura di questi mezzi indispensabili».

La cooperativa sociale World In Progress, nata nel giugno 2013, si è adattata pienamente per riuscire a fornire le risposte giuste ai nuovi bisogni creati dalla pandemia. Per questo, con l’istituzione di Infolab, ha creato «partendo dalle necessità di vita, dei percorsi individualizzati a supporto dell’utilizzo delle nuove tecnologie».

«Cerchiamo di abbattere qualsiasi tipo di ostacolo – fa sapere Paolo Merighi –. Da non sottovalutare è anche lo scoglio linguistico. La didattica a distanza può rivelarsi impossibile per chiunque parli una lingua diversa dalla nostra. Anche per questo, Infolab ha un team di mediatori linguistici che, grazie al loro contributo, riescono a fare da ponte fra i tecnici informatici, le informazioni tecniche e i genitori dall’altra parte della cornetta. Un’operazione complessa ma necessaria per garantire a tutti una scuola a distanza funzionale e soddisfacente».

 

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