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Gli albergatori

«Vacanze all'estero e non qui? Una beffa»

30 marzo 2021, 05:08

«Vacanze all'estero e non qui? Una beffa»

MONICA TIEZZI

La Pasqua degli italiani? Non si potrà andare in provincia (neanche in una seconda casa) ma si potrà veleggiare verso le Canarie.

L'ha chiarito il Viminale, di fronte alle richieste di diversi tour operator: si può viaggiare, nonostante l'Italia rossa, per raggiungere un aeroporto e andare all'estero (nei Paesi che accolgono turisti), purché muniti di autocertificazione.

«È una beffa: una concorrenza molto sleale e un'incongruenza delle legge» dice Emio Incerti, presidente di Federalberghi Parma, dando voce agli albergatori di Parma piegati da oltre un anno di chiusure e alle prese con un'occupazione delle camere che, da novembre 2020 ad oggi, oscilla fra il 20 e il 30%.

«Non è possibile trascorrere un fine settimana a Roma, ma si può tranquillamente raggiungere Fiumicino, dice il ministero dell'Interno. Basta, in alcuni Paesi, un tampone che accerti la negatività al virus, e lo stesso per il ritorno a casa. Ma allora perché la stessa regola non può valere per gli italiani che vogliono spostarsi fuori provincia o regione?» incalza Incerti.

Il presidente di Federalberghi punta il dito anche su quella che definisce la «bolla» delle crociere, vacanze nelle vacanze nelle quali tutto sembra concesso: non solo raggiungere in aereo il porto di partenza, ma partecipare alle escursioni che toccano Paesi diversi da quelli che hanno dato l'ok all'ingresso. «E tutto questo mentre la nostra montagna è bloccata da mesi, e chi voleva sciare l'ha fatto in Svizzera o Austria», fa notare Incerti.

Per i gestori di alberghi, hotel e bed & breakfast è l'ennesima doccia fredda, dopo le speranze deluse di poter avere una boccata d'ossigeno per Pasqua.

«Questo era il periodo nel quale riprendevano i viaggi turistici. Quest'anno nei soli quattro giorni di Pasqua, dal venerdì santo al lunedì, Parma perderà oltre due milioni di euro di indotto turistico fra alberghi, ristoranti, musei. Si sarebbe potuto far muovere almeno chi è già vaccinato, o chi ha acquisito l'immunità dopo aver contratto il virus» fa notare Incerti.

Le decisioni del Viminale - oltre a favorire il turismo di certe fasce di reddito a scapito di chi, a volte, non può neanche trascorrere la Pasqua con le famiglie di origine - complica ulteriormente la ripartenza del turismo italiano. «Da quando è iniziata la pandemia, chi viene a Parma lo fa per lavoro, ed è uno zoccolo duro, come installatori, manutentori di impianti e tecnici, che non può farne a meno - spiega Incerti - Consulenti e manager lavorano in smart working, abbiamo perso il turismo fieristico, congressuale e di eventi sportivi. Speriamo di riprendere a fine settembre con Cibus, se ci sarà. E di poter recuperare, all'inizio del 2022, qualche evento di Parma capitale della cultura».

 

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