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Inediti

«Morgana», il musical di Andrea Tebaldi e Michela Ollari

31 marzo 2021, 05:02

«Morgana», il musical di Andrea Tebaldi e Michela Ollari

GIOVANNA PAVESI

Diversa, rivoluzionaria, temuta e giusta. Dieci anni fa, Andrea Tebaldi, che nella vita scrive, la «sua» eroina l’aveva immaginata (e descritta) così. Poi, il profilo si è fatto sempre più nitido, il racconto si è intrecciato alla musica e la protagonista ha trovato il volto e la voce di Michela Ollari, insegnante di canto, interprete della sigla del cartone animato «Winx», voce storica dei Terramare e oggi cantante dei Mé, Pék e Barba.

Oggi, «Morgana» è diventato un musical (ancora inedito), o come preferisce chiamarlo il suo autore «un’opera popolare».

«Leggendo la saga di Merlino e Artù, mi sono appassionato all’idea di questi personaggi e non ne sono più guarito - racconta, sorridendo, Tebaldi, che nel 2009 ha pubblicato «L’ingombro», una raccolta di poesie edita da Rupe Mutevole -. Quando ho iniziato a scrivere le prime parti di soggetto, avevo intenzione di metterlo in scena e ho iniziato a cercare chi potesse interpretare Morgana. Tramite amici in comune, ho mostrato il testo a Michela senza che ci conoscessimo (oggi i due sono sposati, ndr) e a lei il progetto interessava».

La scrittura, che nel tempo ha preso direzioni diverse, con interruzioni e modifiche, negli ultimi tre anni si è trasferita anche sul pentagramma. Soprattutto quando Ollari ha condiviso l’idea del progetto con Elisa Minari (ex bassista dei Nomadi e attualmente musicista dei Mé, Pek e Barba, ndr), che si è mostrata subito interessata al soggetto e ne ha arrangiato i brani.

«Si è appassionata quando ha sentito la melodia cantata da noi e da Ettore (il figlio di 8 anni della coppia, ndr) - precisano Tebaldi e Ollari -. Minari ha colto il colore, perché questa Morgana non è una favola ed è coperta da una certa oscurità, avendo un’ambientazione piuttosto cupa». Elemento non da poco per l’autore, che non voleva «un musical festaiolo o spumeggiante», ma che se lo immaginava «più operistico e con un’anima scura»: «Ci abbiamo lavorato tanto, ma la porta si è aperta in questo modo e così sono riuscito a mettere in atto ciò che sognavo, dando vita e forma ai personaggi».

Il prodotto è arrivato a conclusione negli ultimi mesi e tra settembre e ottobre, poco prima delle chiusure per il contenimento della pandemia, musicisti e cantanti (che narrano la vicenda) hanno registrato le tracce in uno studio parmigiano. «Questa è una storia di lontananze forzate e l’incertezza del futuro, la mancanza e la distanza hanno ispirato tanto la stesura finale dei pezzi», ha spiegato l’autore, chiarendo che anche le difficoltà portate dal 2020 hanno influito, in un certo senso, positivamente sull’opera.

«Nel male di tutto, questa chiusura forzata ci ha dato il tempo di farlo - ha aggiunto Ollari -: Morgana è stata una coccola e una grande via d’uscita, perché ci ha costretto a pensare ad altro da quanto di terribile accadeva intorno a noi». Come ricordato da Tebaldi, i brani sono stati suonati (e registrati) da musicisti e cantanti celebri del panorama contemporaneo: alle chitarre, infatti, ci sono Max Cottafavi (chitarrista di Luciano Ligabue) e Francesco Ravaglia, alla tastiera Leonardo Sgavetti, al violino Francesco Moneti (entrambi musicisti dei Modena City Ramblers), al basso Elisa Minari, al flauto Federico Buffagni (altro componente dei Mé, Pék e Barba) e alla batteria Fabio Vaccari; oltre a Michela Ollari, che presta la sua voce a Morgana, Merlino è interpretato da Manuel Roncoroni, Onduca da Sabrina Pioli, mentre Artù è Marco Müller.

Il progetto, che ha destato molta curiosità perché unico nel suo genere in Italia, è stato proposto a diverse realtà nazionali che si occupano di musica live ed eventi (come la Friends & Partners di Milano). Perché l’idea di Tebaldi, Ollari e Minari è quella di proporlo come musical inedito nel momento in cui tutto riaprirà.

«Abbiamo provato a contattare anche il Comune di Parma, perché ci piacerebbe che questo prodotto, nato e cresciuto in città, fosse caldeggiato proprio qui, nella Capitale della Cultura 2020+21» ha spiegato lo scrittore. «Riteniamo interessante diffondere il messaggio che proprio durante la pandemia si sia concretizzata un’iniziativa di questo genere: ora aspettiamo una risposta», ha aggiunto Ollari.

«Il personaggio di Morgana è una rivoluzione, perché è ambientato in un’epoca in cui la società era patriarcale e in cui le donne erano delle comparse. Lei si scava una via e, per fama e potere, si pone al pari di Merlino - conclude la coppia - . C’è anche un risvolto sociale in questo racconto, perché lei è sì temuta, ma anche molto amata e pura, a differenza degli altri che sono costruiti. Morgana, che sembra cattiva, di fatto, salva gli emarginati facendoli diventare parte del suo esercito e dando loro dignità perduta. L’accettazione dell’escluso (e del diverso), che è al centro dell’opera, è anche molto attuale».

 

GIOVANNA PAVESI Diversa, rivoluzionaria, temuta e giusta. Dieci anni fa, Andrea Tebaldi, che nella vita scrive, la «sua» eroina l’aveva immaginata (e descritta) così. Poi, il profilo si è fatto sempre più nitido, il racconto si è intrecciato alla...

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