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PORPORANO

Quella casa diventata serra: patteggiano i coltivatori di marijuana

31 marzo 2021, 05:07

Quella casa diventata serra: patteggiano i coltivatori di marijuana

GEORGIA AZZALI

Alla ricerca di armi, i poliziotti avevano trovato un altro arsenale: una distesa di piante di marijuana e qualche etto di infiorescenza. Una serra in grande stile a pochi chilometri dalla città, in una palazzina di Porporano. E per i costi dell'elettricità, visto che le piante - per crescere bene - hanno bisogno di luce, nessun problema, perché la corrente veniva rubata. In tre erano finiti in carcere a gennaio: un 37enne parmigiano, proprietario dell'immobile, e due albanesi, un ragazzo di 20 anni e l'altro di 25. Tutti e tre, ieri, hanno deciso di patteggiare: 2 anni e 10 mesi, la pena concordata con il pubblico ministero, oltre al pagamento di 8.000 euro di multa. Il giudice ha anche stabilito che, una volta scontata la pena, per i due giovani albanesi scatti l'espulsione. Intanto, tutti e tre hanno ottenuto i domiciliari.

Le voci e i sospetti sul parmigiano, seppure per altri motivi, avevano messo la squadra Mobile in allerta da un po' di tempo. E il 7 gennaio era stato lui stesso, oltre all'amico 25enne, a portare gli investigatori a destinazione. Dopo aver visto uscire il parmigiano di casa e salire sulla sua auto, avevano subito notato anche un furgone che si era messo nella scia della macchina. Sarebbe bastato rimanere anche a qualche passo di distanza dal mezzo per capire quale fosse il carico, visto che l'afrore era inconfondibile. Aperto il portellone, però, i sacchi ritrovati avevano bisogno di poche analisi: quasi quattro etti di infiorescenze di cannabis.

Dentro alla palazzina di Porporano, poi, dove i poliziotti hanno trovato anche l'altro giovane albanese, la storia è arrivata al capitolo finale. Ben visibili c'erano sacchi di terriccio e attrezzi da giardiniere, lampade Uv per tenere le piantine al caldo, pareti isolate con alluminio e polistirolo per non disperdere il tepore nei giorni freddi invernali e, nello stesso tempo, prese d'aria opportunamente collocate in giro per garantire un ambiente sano, ma soprattutto per scaricare in alto l'odore acre e inconfondibile della marijuana.

Una casa trasformata in una vera e propria azienda di produzione: nel seminterrato c'erano 24 piante rigogliose; al primo si trovavano i «semenzai» con 84 piantine in fase di germinazione e, infine, nella terza stanza, erano conservati i rami già pronti e tagliati in fase di essiccazione.

Certo, quella serra tra le quattro mura di casa aveva bisogno di attente cure. Ma anche della luce sufficiente affinché le piante crescessero sempre più. Tuttavia, per evitare occhi indiscreti, e soprattutto per non dover disperdere un euro dei guadagni del raccolto, il padrone di casa e i suoi complici avevano pensato bene di attaccarsi abusivamente alla rete pubblica dell'energia.

 

GEORGIA AZZALI Alla ricerca di armi, i poliziotti avevano trovato un altro arsenale: una distesa di piante di marijuana e qualche etto di infiorescenza. Una serra in grande stile a pochi chilometri dalla città, in una palazzina di Porporano....

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