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VARANO

Gita virtuale alla Dallara: «Così si stimola la passione»

01 aprile 2021, 05:02

Gita virtuale alla Dallara: «Così si stimola la passione»

GIOVANNA PAVESI

VARANO MELEGARI - Coinvolgerli attraverso l’osservazione, mantenere sempre alta la loro attenzione, stimolandone interessi e curiosità, nonostante la pandemia. Perché per formare professionisti brillanti, l’incontro con le scuole è decisivo. E Dallara questo lo sa.

Ieri, infatti, si è conclusa la versione virtuale del progetto «Come nasce una Dallara», realizzato in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Borgotaro, un percorso formativo ideato nel 2019, che accoglieva nell’azienda di Varano de’ Melegari gli studenti, mostrando loro esperimenti, laboratori e modalità di lavoro in sede. Con l’emergenza sanitaria, il format educativo si è trasferito in rete, ma non ha perso la sua efficacia.

«La Dallara Academy ha tra i suoi obiettivi quello di stimolare la passione per il nostro mondo nei ragazzi fin dalla più tenera età – ha spiegato Gianmarco Beltrami, direttore marketing e comunicazione dell’azienda -. Per questo collaboriamo con diverse scuole, che prima del Covid-19 arrivavano qui da tutta Italia. Con l’istituto comprensivo di Borgotaro abbiamo deciso di provare a fare questo esperimento della gita virtuale e ci siamo messi tutti alla prova». Così, cinque sezioni di terza media hanno seguito un percorso suddiviso in tre diversi incontri online: la presentazione dell’azienda e della sua storia, il factory tour (che li ha «portati» nei reparti legati alle tre competenze chiave di aerodinamica, dinamica del veicolo e materiali compositi) e i laboratori didattici dentro la Dallara Academy, dove di solito gli alunni provano fisicamente le sperimentazioni e fissano nella memoria quanto avviene quando, per esempio, si applica una forza a un oggetto, convertendoli in questo caso in un’esperienza da remoto.

«L’idea di rendere di trasformare questo momento molto sensoriale era difficile, ma il risultato ci soddisfa – ha chiarito Beltrami -. L’obiettivo è mantenere un forte legame con le scuole: non essendo consentite le gite, volevamo tenere ingaggiati i ragazzi, invogliandoli a tornare quando sarà possibile». Per il direttore della comunicazione, nonostante la visita dal vivo rappresenti un’opportunità diversa, l’età e la loro abitudine all’utilizzo di certi strumenti li aiuta. «Realizzando oggetti particolarmente attrattivi, come le macchine da corsa, – ha continuato – la fantasia e l’emozione negli studenti si scatena comunque».

E se la pandemia ha imposto le distanze, il viaggio didattico virtuale potrebbe avere risvolti positivi per chi è più lontano: «Può essere un touchpoint di ingresso, che permette di capire cosa c’è in un paesino dell’Appennino parmense, dove magari non ci si aspetta di trovare questa realtà. Con l’occasione della gita virtuale, il professore interessato può organizzare poi una visita didattica». L’esperimento ha convinto i ragazzi di Borgotaro, che hanno assistito a tutte le fasi. «Due delle tre attività erano su base volontaria, eppure sono rimasti – ha concluso Beltrami –. La risposta positiva ci invoglia a fare sempre meglio e a riproporre il format, anche se la speranza è quella di riaverli qui».

 

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