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Imu 2015, errori nelle cartelle: proteste contro Pge

01 aprile 2021, 05:06

Imu 2015, errori nelle cartelle: proteste contro Pge

PIERLUIGI DALLAPINA

Una marea di proteste. La lotta all'evasione avviata in modo massiccio dal Comune sull'Imu sta facendo impazzire chi quella tassa giura di averla già pagata. E sono in tanti. L'importo medio è sui 200 euro, ma alcune cartelle arrivano anche a 800 euro.

In pochi giorni, sono state circa un migliaio le richieste di chiarimento rivolte a Parma gestione entrate attraverso email, telefonate, con blitz agli sportelli o istanze di riesame caricate sulla piattaforma online.

Le proteste sono scattate quando pochi giorni fa hanno iniziato ad arrivare 4.200 avvisi di accertamento relativi a 5 anni fa. Come dimostrano le numerose lettere di proteste e le telefonate rivolte alla «Gazzetta», moltissimi contribuenti lamentano errori grossolani nelle richieste di pagamento e di essere costretti a dover certificare la propria innocenza, quando dovrebbe essere chi accerta - in questo caso Pge - a dimostrare di vantare un credito.

A complicare la situazione ci si mette anche il fattore tempo, perché la ricevuta che dovrebbe annullare i guai con il fisco è relativa all'Imu del 2015.

Il campionario degli errori è vario: si va dall'Imu chiesta ai defunti, agli accertamenti spediti a chi può vantare il diritto di abitazione, dai pagamenti per i garage che però sono pertinenza dell'abitazione principale, ai soldi pretesi sia per il vecchio immobile che per quello nuovo a chi ha solo traslocato. Insomma, un bel ginepraio che sta mettendo in allarme contribuenti, caf e studi di commercialisti, oltre ai dipendenti di Pge, sommersi dalle richieste di riesame.

Gli avvisi di pagamento diventeranno esecutivi dopo 61 giorni da quando sono arrivati nelle mani del proprietario dell'immobile: Pge ha però l'ordine di prendere in esame tutte le richieste prima del sessantesimo giorno e anche nel caso in cui l'accertamento diventi esecutivo, il Comune ha imposto di non far scattare immediatamente il recupero coattivo delle somme.

Per facilitare la richiesta di revisione, Pge ha messo a disposizione una piattaforma online su cui caricare le richieste. Ma questo non basta ad azzerare le polemiche. L'opposizione in consiglio comunale pretende di sapere «dall'assessore competente l'esatto ammontare degli accertamenti errati», dice il capogruppo del Pd, Lorenzo Lavagetto. «Sbagliato chiedere soldi a chi non deve pagare. La riscossione non deve minare la fiducia del contribuente». Critiche anche dal capogruppo leghista, Emiliano Occhi: «La colpa di questi errori non ricada sui dipendenti di Pge. Il Comune deve chiarire la catena di comando da cui è partito l'ordine della riscossione massiva». E, a quanto pare, piena di errori.

 

PIERLUIGI DALLAPINA Una marea di proteste. La lotta all'evasione avviata in modo massiccio dal Comune sull'Imu sta facendo impazzire chi quella tassa giura di averla già pagata. E sono in tanti. L'importo medio è sui 200 euro, ma alcune cartelle...

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