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Parchi chiusi: polemica in paese. Ma Fiazza insiste: «Prima la sicurezza»

03 aprile 2021, 05:02

Parchi chiusi: polemica in paese. Ma Fiazza insiste: «Prima la sicurezza»

CHIARA DE CARLI

 

FONTEVIVO Fontevivesi divisi sulla scelta dell’amministrazione comunale di vietare l’ingresso ai parchi – dal 28 marzo scorso e fino a data da destinarsi – dopo le numerose segnalazioni di assembramenti ricevute dall’attivazione della «zona rossa».

L’ordinanza, che il sindaco Tommaso Fiazza ha definito «sofferta ma necessaria», è stata fatta per richiamare al rispetto delle regole tutti i fontevivesi ma anche per evitare di impegnare le forze dell’ordine nel controllo delle distanze di sicurezza o dell’utilizzo corretto della mascherina e sarà ritirata appena i dati epidemiologici miglioreranno a sufficienza da abbassare il rischio di contagi.

In queste belle giornate di sole, però, anche se qualcuno plaude al «giro di vite», le lamentele non sono poche. La perplessità di tanti è infatti legata al fatto che, chiudendo le aree verdi, le famiglie e i proprietari di cani spostano le loro passeggiate lungo le strade del paese e mantenere il distanziamento diventa più complicato. C’è poi chi afferma che il nastro rosso e bianco piazzato sugli ingressi – con tanto di ordinanza appesa – serva a poco e alcuni cittadini hanno infatti già segnalato ragazzi che lo scavalcano per ritrovarsi sulle panchine con la compagnia abituale.

E, infine, il dito di chi amava passeggiare nel verde si punta sulle code davanti a uffici e negozi e sui gruppetti di compaesani fermi a chiacchierare per strada. La disputa tra i «favorevoli» e i «contrari» si è animata anche sui social: l’annuncio dato dal sindaco Tommaso Fiazza dal suo profilo facebook ha scatenato i commenti e i botta e risposta tra chi sostiene che le limitazioni imposte dai dpcm siano inefficaci e inutili e chi sottolinea la necessità di rimanere in casa il più possibile e uscire solo con la mascherina ben indossata.

«Riguardo alle mascherine avete ragione, sono d’accordo - è il commento di Michela -. Ma una cosa non mi è chiara: il virus viaggia con i colori delle regioni? Fino al giorno prima di diventare rossi i parchi erano pieni e lì davvero il distanziamento non c’era ma non ho sentito nessuno lamentarsi... anzi! Da un giorno all’altro è pericoloso. Con tutto il rispetto per chi è stato male, bisogna usare la testa e piantarla di farsi trattare come burattini. Se io passeggio o vado al parco, ovviamente lo faccio in sicurezza».

Chiudere un parco perché qualcuno non mette la mascherina è come chiudere l’autostrada perché qualcuno va ai 200 all’ora», aggiunge Michele. E tra molti che applaudono, qualcuno invoca multe salate per chi trasgredisce. «Non è chiudendo i parchi che si risolve il problema - dice Angela -, occorre che ci siano controlli rigorosi per chi non rispetta le regole. Ai bimbi è stata già tolta la scuola: se togliamo anche i parchi, stiamo praticamente negando loro tutto».

Nonostante le lamentele, però, Fiazza mette davanti a tutto la sicurezza dei suoi cittadini. «Sono il primo a non vedere l’ora di riaprire i parchi e di tornare a vedere i bambini che giocano insieme - commenta -. Sto tenendo monitorati i dati epidemiologici del nostro Comune e vedo leggeri miglioramenti: spero che i numeri scendano fino a darci un margine di tranquillità per riaprire i parchi ma, quando lo faremo, spero anche di vedere una maggiore collaborazione e un maggior rispetto delle regole da parte dei frequentatori».

 

CHIARA DE CARLI FONTEVIVO Fontevivesi divisi sulla scelta dell’amministrazione comunale di vietare l’ingresso ai parchi – dal 28 marzo scorso e fino a data da destinarsi – dopo le numerose segnalazioni di assembramenti ricevute dall’attivazione...

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