Sei in Gweb+

Collecchio

Addio a Maddalena Finco: fu una delle prime operaie alla Parmalat

04 aprile 2021, 05:07

Addio a Maddalena Finco: fu una delle prime operaie alla Parmalat

COLLECCHIO Addio a Maddalena Finco, vedova Robuschi. Aveva 82 anni. Era molto conosciuta in paese per aver lavorato per 35 anni alla Parmalat e per aver collaborato, in passato, come volontaria, per il circolo «Il Cervo».

Generosa, solare, gioviale ha lasciato un ricordo indelebile in chi l’ha conosciuta. Era originaria di Gallio, un paesino situato sull’altopiano di Asiago; ventenne si era trasferita in Svizzera. Siamo alla metà degli anni Cinquanta: l’Italia stava lentamente riprendendosi dalle ferite della Seconda guerra mondiale. Maddalena, detta Lena, famiglia numerosa, aveva bisogno di uno stipendio, di un lavoro: per questo decise di lasciare la sua terra in cerca di fortuna.

Furono anni difficili, segnati da sacrifici e rinunce: in Svizzera lavorava in una fabbrica per la trasformazione del tabacco. E lì conobbe il suo futuro marito, Alberto Robuschi. Nel 1958 si sposarono nel suo paese di origine per poi rientrare in Svizzera, dove nel 1962 nacque la figlia Manuela. Poi, a metà degli anni Sessanta, la decisione di tornare in Italia, a Collecchio, il paese di origine del marito, dove, nel 1966, nacque il secondo figlio Mauro.

Lena trovò lavoro alla Parmalat, fu una delle prime operaie dello stabilimento di Collecchio e, nell’azienda di trasformazione del latte, è rimasta fino al pensionamento nel 2007. «La sua improvvisa scomparsa – la ricordano le ex colleghe di lavoro – ha lasciato un grande vuoto: siamo diventate amiche in fabbrica, era una gran lavoratrice, aperta e pronta alla battuta, gentile e disponibile ad aiutarti. Ci mancherà». Anche gli amici del «Cervo» la ricordano con rimpianto: «Non si tirava mai indietro – dicono – e quando organizzavamo qualche incontro conviviale era sempre pronta a cucinare. La domenica per lei era una festa partecipare alla tradizionale tombola e intrattenersi con le amiche a giocare a “bestia” qui al circolo». La sua è stata una vita dedicata alla famiglia e al lavoro. Il marito Alberto, scomparso a 70 anni, nel 2008, era anche lui molto noto per essere stato alle dipendenze prima del prosciuttificio Molteni e poi Levoni e per aver allenato per molti anni le squadre giovanili di calcio del Cervo.

I figli Manuela e Mauro sono affranti: «Sapevamo che potevamo contare sempre su di lei, sulla sua umanità. Da lei abbiamo imparato la lezione più grande: mettere il cuore in tutto ciò che facciamo». Oltre ai figli, la piangono le nipoti Natasha e Serena.

G.C.Z.