Sei in Gweb+

Coronavirus

L'ex miss Parma oggi in Cile: «Qui il lockdown è duro»

di Giuseppe Milano -

04 aprile 2021, 05:08

L'ex miss Parma oggi  in Cile: «Qui il lockdown è duro»

Ha postato orgogliosa la foto del suo tesserino vaccinale con, in primo piano, la data del 30 marzo 2021, quella della seconda dose del preparato Pfizer. Lei è Anna Maria Nagy, un passato da Miss Parma, un presente da professoressa di musica, citando Sepulveda, «alla fine del mondo».

Anna vive dal 2016 in Cile, prima nella capitale Santiago ora nella piccola Valdivia. Con il compagno Alejandro, conosciuto al Conservatorio di Parma, hanno deciso di trasferirsi in Sudamerica e qui è nata lo scorso 31 maggio la loro piccola Violetta. «In Italia e in Europa gli spazi per chi fa musica sono pochissimi e siamo allora venuti qui in un Paese in crescita su tutti i fronti. E c'è tanto lavoro». Anna insegna ora violino al Conservatorio dell'Universidad Austral e musica alla Scuola Italiana Arturo dell'Oro di Valparaiso. «Ovviamente tutto on line perché qui come in Italia il Covid ha bloccato le lezioni». Anzi, il lockdown è durissimo tanto che «in presenza siamo riusciti a fare al massimo un paio di settimane in tutto l'anno scolastico».

Eppure il Cile è tra i campioni mondiali delle vaccinazioni. Secondo il registro One World Data dell'Università di Oxford è il terzo Paese che vaccina di più dietro solo a Israele e Regno Unito. «Io come gran parte degli insegnanti abbiamo già ricevuto la seconda dose» racconta l'ex Miss Parma e, aggiunge, «qui siamo ormai arrivati alla fascia dei 55enni». La chiave del successo è l'accordo dell'aprile scorso con la Cina per il vaccino della Sinovac Biotech, ma anche l'aver partecipato alla sperimentazione di AstraZeneca e Janssen. Risultato: 7 milioni di dosi già somministrate su una popolazione di 18 milioni di abitanti. In più, appunto, un lockdown durissimo.

«Da lunedì scorso hanno chiuso le frontiere con l'estero, non ci si può praticamente muovere nemmeno nella propria città». Attività fisica fuori casa dalle sette alle nove di mattina e, per andare a fare spesa, due permessi alla settimana di due ore che devono essere comunicati via email alle forze dell'ordine. Stesso copione per andare in ufficio perché «lo si può fare solo dopo la comunicazione del proprio datore di lavoro che certifica la necessità dello spostamento».

 

 

Tornare in Italia per la vacanze di Pasqua è quindi impossibile. «Non abbiamo nemmeno preso in considerazione la cosa, anche perché qui non ci sono tanti giorni di festa, nemmeno il Lunedì dell'Angelo. E poi mi è bastato il volo fatto a Natale. L'aereo da Santiago del Cile a Madrid era blindato con soli 80 passeggeri». Ora spera nel passaporto vaccinale, che «mi auguro possa permettermi di ritornare in Europa. Quando? Pensiamo di farlo a luglio».

A Parma attendono Anna Maria papà Sandu, primo flauto dell'Orchestra Toscanini, mamma Loana e la sorella Safia. «Ritornare definitivamente? Con l'esperienza fatta qui avrei il punteggio per una cattedra in Italia e non nascondo che la nostalgia per l'Europa si fa sentire. Ma qui stiamo bene. Vediamo cosa succederà dopo la pandemia». Il Covid, nonostante i vaccini, continua a colpire duro anche in Cile. «Abbiamo avuto 8.000 casi nell'ultimo giorno. Troppi per i nostri ospedali».