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ARTE E COMUNICAZIONE

   Tradizione e futuro, intervista a Cristian Grossi

09 aprile 2021, 01:00

   Tradizione e futuro, intervista a Cristian Grossi

KATIA GOLINI

Nella vita analizza dati, vende idee e emozioni, cerca storie da raccontare con le parole e le immagini (disegni, illustrazioni digitali, anche cartoni animati). Gli piacciono l’analisi matematica, i miti greci, i romanzoni della letteratura russa, il cinema d'autore, Wong Kar-wai in testa. Cristian Grossi è un creativo nato, con la laurea in ingegneria informatica in tasca («appena laureato ho provato a lavorare come ingegnere. Ho resisto qualche settimana dietro alla scrivania. Sarà per questo che ho ancora tutti i capelli in testa»).

Grossi, 40 anni, è salsese, adora inventare e volare con la mente, ma sempre con almeno un piede per terra. Estro, verve da vendere, niente sorrisi di facciata, di mestiere fa il creatore di idee, inventa progetti di promozione senza essere un pubblicitario nel senso tradizionale della parola. Studia i gusti attuali («per farlo guardo la tv spazzatura»), analizza studi di neuro-markentig («studio i report di consumer behaviuor») e immagina dove andrà il mercato (soprattutto della moda, ma non solo) per colpire nel segno con messaggi che vanno ben oltre lo spot o la canonica campagna pubblicitaria.

Art director della Kreativehouse (sede a Fidenza), agenzia di design della comunicazione, si occupa - insieme al socio Matteo Martignoni - di progetti per i grandi brand della moda, promuove iniziative legate all'arte e campagne per società noprofit. E' lui l'autore di una delle 11 illustrazioni selezionate per l'iniziativa «Grani d'autore: dalla semina al raccolto del grano duro Barilla», progetto che racconta attraverso il linguaggio dell'arte i valori dell'azienda e della pasta fatta con grano duro selezionato 100% italiano, pensato per valorizzare la filiera agricola italiana di qualità, responsabile e sostenibile.

Per l'iniziativa Cristian Grossi ha inventato un disegno che prende ispirazione dalla grazia del Liberty, dal tratto di Erberto Carboni, dal territorio parmense che ama tanto e dalla pasta Barilla. E rende omaggio a tutto il bello e il buono del «made in Parma».

 

Al centro dell'immagine pensata per rappresentare la filiera due figure femminili, che come sirene danzano e fluttuano in un mare di colori blu, giallo e rosso. Come un totem, una spiga di grano nel mezzo: «Una bellezza più antica e una più contemporanea a rappresentare l'una la lunga storia della Barilla, l'altra lo sguardo al futuro. Gli elementi Liberty li ho proprio copiati dalle immagini delle Terme Berzieri di Salsomaggiore, dove vivo e sono nato. Per quello stile ho una specie di ossessione: il mio legame con la mia terra è lo stesso della Barilla con Parma e l'Italia. Tra l'altro, io penso che proprio dalla provincia possano venire gli spunti per fare arte oggi, non tante dalle metropoli al centro del mondo. Tra gli altri miti che ho c'è Erberto Carboni, pubblicitario, grafico, designer, che ha firmato per Barilla campagne storiche e, non a caso, nell'illustrazione ci sono sue citazioni sottese. Non potevano mancare inserzioni sotto forma di decoro di alcuni formati di pasta Barilla e elementi fashion che fanno parte della mia formazione professionale. Barilla attenta al territorio, legata alla storia dell'arte, basti pensare ai testiominial come Federico Fellini, Mina, Wim Wenders, solo per citarne alcuni, ha creduto nella creatività come lente per leggere la contemporaneità. Questo atteggiamento ha dato vita a un'iniziativa, "Grani d'autore", che ha dato la possibilità a tanti giovani creativi di mettersi in gioco».

Gli piace parlare, spiegare, tornare sui punti di forza del suo discorso. «Nel mio disegno c'è Parma, colta, antica e modernissima allo stesso tempo. Con il suo giallo, che poi è anche il solo, la luce, la gioia. E' importante, a questo punto, sottolineare che Parma è una delle poche città, forse l'unica, ad avere un colore distintivo. In questo disegno pensato per la Barilla non poteva mancare la mia città, Salsomaggiore, con il gusto per la decorazione che io ho "rubato" a Galileo Chini e i simboli segreti delle Terme Berzieri. Con le due figure femminili ho voluto rappresentare un passato che sa di tradizione e danza con un futuro virtuoso. Insieme sostengono la spiga, un'agricoltura delicata e in armonia con la natura. ⁣⁣ Il racconto collettivo "Grani d'autore" è appena iniziato».

KATIA GOLINI Nella vita analizza dati, vende idee e emozioni, cerca storie da raccontare con le parole e le immagini (disegni, illustrazioni digitali, anche cartoni animati). Gli piacciono l’analisi matematica, i miti greci, i romanzoni della...

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