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CORONAVIRUS

Al Barbieri 256 ricoverati. «Polmoniti gravi anche tra i giovani. Usate la mascherina»

08 aprile 2021, 05:07

Al Barbieri 256 ricoverati. «Polmoniti gravi anche tra i giovani. Usate la mascherina»

PIERLUIGI DALLAPINA

 

Negli ultimi due giorni il numero dei nuovi positivi è calato drasticamente sia nel Parmense, dove è sotto quota 100, che nel resto della regione, dove è sceso sotto quota 1.000. Ma le buone notizie finiscono qui: sono ancora troppi i pazienti ricoverati in terapia intensiva e la scia dei lutti non si arresta. Anzi, a Parma e provincia ha visto un'impennata. Intanto, i letti del Barbieri e dell'ex Pediatria continuano ad essere occupati da oltre 250 pazienti Covid.

IL VIRUS NEL PARMENSE

L'ultimo bollettino sul contagio parla chiaro: il virus sta infettando meno persone. I nuovi positivi sono infatti 60 (di cui 33 con sintomi), mentre lunedì erano 111 e martedì si limitavano a 14 casi. Un dato che ha dell'incredibile e che fa a pugni con la triste ed inarrestabile conta delle vittime del Covid. Tra Parma e provincia si sono verificati altri nove decessi, un numero molto alto rispetto ai dati solitamente riferiti al territorio. I decessi riguardano sei donne di 77, 79, 81, 83, 86 e 89 anni, e tre uomini di 67, 90 e 92 anni.

Un altro aspetto che non lascia tranquilli riguarda la pressione dei malati Covid sulla terapia intensiva, perché il numero dei casi gravi non accenna a diminuire. L'ultimo bollettino riporta 31 pazienti ricoverati (-1 rispetto a martedì), lo stesso dato riportato nel bollettino sul contagio diramato dalla Regione il 1 aprile.

BARBIERI SOTTO PRESSIONE

Al Barbieri continuano a lavorare per arginare la terza ondata, che si è abbattuta sull'ospedale Maggiore senza che la seconda fosse mai calata. «Al momento abbiamo 256 pazienti ricoverati tra il Barbieri e l'ex Pediatria. Di questi, 224 sono positivi e 32 sono negativi, ma ancora bisognosi di cure», illustra Tiziana Meschi, responsabile del Covid hospital dell'ospedale Maggiore. «Abbiamo pazienti che vanno dai 20 ai 100 anni. Continuano ad esserci molti focolai familiari e il 37% dei ricoverati ha meno di 65 anni. Ci sono 45-50enni con polmoniti interstiziali gravi e con un quadro clinico che richiede una ventilazione non invasiva», prosegue Meschi, ricordando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che il Covid fa danni ad ogni età. «L'88% dei casi è dato alla variante inglese, che è più contagiosa e che richiede maggiore ospedalizzazione, in quanto determina quadri clinici più gravi». Nelle ultime 48 ore il Barbieri è stato meno sotto pressione, ma nessuno si fa illusioni. «Aspettiamo di vedere cosa succederà tra una decina di giorni - conclude - dopo le deroghe di Pasqua e Pasquetta».

Il fattore tempo è fondamentale per evitare il peggioramento della malattia, ricorda Elena Giovanna Bignami, direttore della 2ª Anestesia e rianimazione. «Prima riusciamo a bloccare l'attività infiammatoria e più siamo efficaci. Lo schema del trattamento precoce e intensivo, messo a punto durante la prima ondata e diventato un punto di riferimento in Italia, è efficace e permette all'ospedale di mantenere l'offerta sanitaria non Covid. Contenendo i positivi al Barbieri, riusciamo a garantire a tutti il diritto alle migliori cure possibili». Ma l'ospedale ha bisogno dell'aiuto dei cittadini. «Continuate a usare la mascherina - ripete - e a rispettare il distanziamento».

 

IL CONTAGIO IN REGIONE

In Emilia Romagna ieri sono stati individuati 576 nuovi positivi (età media di 44,5 anni) su quasi 32mila tamponi. Dall’inizio dell’epidemia, in regione sono stati registrati 345.753 casi di positività.

Al momento, i pazienti in terapia intensiva sono 356 (-11 rispetto a martedì) e 3.160 quelli negli altri reparti Covid (-44). Purtroppo, sono decedute altre 57 persone. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.246.

 

PIERLUIGI DALLAPINA Negli ultimi due giorni il numero dei nuovi positivi è calato drasticamente sia nel Parmense, dove è sotto quota 100, che nel resto della regione, dove è sceso sotto quota 1.000. Ma le buone notizie finiscono qui: sono ancora...

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