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La storia

Maria e Guido, dal Romagnosi a Twitter Spaces

11 aprile 2021, 05:03

Maria e Guido, dal Romagnosi a Twitter Spaces

STEFANO PILERI

Dai banchi di scuola ai nuovi spazi virtuali di Twitter. Poco più di cinquant’anni in due, già tante esperienze professionali alle spalle, Maria de Lourdes Zollo e Guido Canali si erano conosciuti nelle storiche aule del liceo Romagnosi. Poi hanno percorso strade diverse. E ora, con ruoli differenti, si sono ritrovati insieme, protagonisti del lancio di una delle novità più attese nel mondo dei social network in questo inizio di 2021. Si tratta di Twitter Spaces, la nuova funzione che trasforma la app dei tradizionali «cinguettii» da 240 caratteri in un social voice. In sostanza un social dove la scrittura è sostituita dalla voce.

Lei, Maria de Lourdes Zollo, lavora per Twitter ed è la responsabile del lancio di questa innovazione. Lui, Guido Canali, è l’ideatore di «Fuori dalla bolla», una rassegna stampa mattutina, che realizza insieme alla giornalista Cecilia Sala, e che è dedicata ai temi politici ed economici. Si sono ritrovati quasi casualmente, Maria e Guido. Lei era alla ricerca di idee per testare l’innovazione di Twitter in giro per il mondo. Lui stava provando a migliorare quell’idea nata pochi mesi fa su Club house, il pioniere dei social voice, soprattutto ad espandere il pubblico raggiungibile. «Ci sono alcuni tester che abbiamo selezionato in vari Paesi. E per l'Italia abbiamo scelto Fuori dalla bolla», spiega Maria. E così, da due settimane, dal lunedì al venerdì fra le 8,30 e le 10, è partita la sperimentazione su Twitter spaces. «E sta andando davvero molto bene», dicono entrambi. I numeri parlano di migliaia di persone coinvolte.

Il segreto del successo dell’iniziativa? «Abbiamo messo sul tavolo il nostro network di contatti. Cecilia è una giornalista. Io invece ho lavorato nella politica da dentro. Abbiamo la possibilità di parlare con personalità di spicco in tutti i settori. Questo grazie a conoscenze pregresse e alla visibilità che piano piano sta circondando Fuori dalla bolla». Negli ultimi giorni hanno partecipato agli Spaces la Camusso, Crosetto, Calenda e la Bonino, oltre a diversi direttori e giornalisti di testate e programmi nazionali. E per le prossime settimane si stanno preparando alcuni colpi a sorpresa, con personaggi di rilievo.

Non sono proprio temi «facili» e leggeri quelli trattati da «Fuori dalla bolla», solo politica ed economia. «Sì ma ci è parsa da subito molto interessante – dice Maria de Lourdes Zollo -. Sono ragazzi giovani ma molto seri, contenuti di massima qualità, ospiti di grande rilevanza e poi sono molto diretti. Usano spaces proprio come deve essere usato, per esporre opinioni, per dire la propria in un ambiente dove non si viene condizionati dal video». Il vantaggio già provato con altre app come Squad, che la stessa Maria aveva contribuito a lanciare, è proprio quello di un sistema che esalta l'intimità di una comunicazione solo verbale senza i condizionamenti dell'immagine. «Spaces garantisce l’amplificazione della propria voce a utenti che su Twitter scrivevano la propria opinione in 240 caratteri - spiega - Ora lo possono fare dicendo la propria senza limiti di spazio».

 

MARIA DE LOURDES ZOLLO

Australia, Cina, Gran Bretagna, Italia, Francia, Stati Uniti. E in ogni Paese un lavoro nuovo, una nuova sfida. «Forse devo ancora trovare il mio posto», sorride Maria De Lourdes Zollo. Ventisei anni, madre venezuelana e papà italiano, nata a Caracas e arrivata a Parma da bambina. Un anno al Romagnosi, poi il diploma al liceo sociopedagogico Albertina Sanvitale («Ero un po’ ribelle...Ho fatto la collezione di sei in condotta», ricorda degli anni a scuola). Quindi la decisione di trasferirsi a Milano per l’università, Relazioni internazionali. «Volevo fare giurisprudenza, ma poi ho pensato che forse cinque anni erano troppi… Troppo tempo. E così ho scelto una triennale e devo dire che ho trovato un corso molto bello che dà anche una buona preparazione economica».

L’ultimo anno di università la scelta di andare all’estero. E non proprio dietro casa. In Australia. Da allora non si è più fermata.

«Per mantenermi, in Australia, facevo tanti lavoretti e ho iniziato a lavorare per Tencent Games, come freelance. Poi loro mi hanno chiesto di trasferirmi in Cina, a Shenzen, e lì non mi aspettavo un lavoro così. È stata tosta: si lavora con orari molto impegnativi, non ci sono sabati e domeniche. Per Tencent games che è il leader mondiale dei videogiochi, mi occupavo del lancio dei prodotti sui mercati italiano, spagnolo e sudamericano, grazie alle mie origini e al mio bilinguismo mi hanno dato questo compito. Poi cercavo qualcosa in una start –up e mi sono trasferita a Londra a Musical.ly, per il lancio nel Regno unito e in Italia». Da lì in poi è un vortice di lavori per alcune delle app che vanno per la maggiore in giro per il mondo, fra i giovani e non solo. «Musical.ly è stato acquisito ed è diventato Tik tok, dove seguivo il riposizionamento del prodotto. Lì poi nasce Squad. E, infine dopo un passaggio a Milano, sono ritornata all’estero per Twitter».

Ora vive fra Parigi, Martinica, gli Stati Uniti. «I miei genitori che vivono a Parma mi vedono sempre con la valigia in mano. Ogni tanto sono un po’ preoccupati ma anche loro sono abituati a viaggiare. Credo di avere un buon spirito di adattamento e questo mi ha sempre aiutato ad affrontare tutti i cambi che ho fatto per lavoro… Forse la mia vita ideale è da remoto».

 

GUIDO CANALI

Per lavoro si occupa di comunicazione politica, campagne elettorali, a Parma ma soprattutto fuori. Anche se ogni tanto organizza pure eventi, come il concerto di Ennio Morricone in Cittadella. «Ma io - dice - sono soprattutto un appassionatissimo di politica, da sempre». E così, dopo la fine di un’esperienza professionale molto importante, all’inizio di quest’anno nasce l’idea di Fuori dalla bolla. «Ho voluto trattare la politica in modo diverso, non da dentro. È nato Clubhouse e mi sono detto facciamo una cosa diversa, visto che io tutte le mattine mi leggo la rassegna stampa, e non tutti hanno la possibilità di leggersi molti giornali. Io poi ascoltavo sempre la rassegna stampa di Massimo Bordin «Stampa e regime» su Radio radicale. Va bene, mi sono detto, non sono Bordin, sono uno qualunque ma proviamoci. Nel frattempo ho incontrato Cecilia Sala con la quale è nato un rapporto molto franco e condivisivo. Cosa è successo poi? Che quello che era nato per gioco è diventato un appuntamento fisso».

Qualche settimana fa il passaggio da Clubhouse, riservato a chi usa solo iPhone, a Twitter che si può usare su tutti i sistemi operativi. «Ci siamo scambiati un messaggio con Maria e le ho spiegato cosa stavo facendo e così è nata la possibilità di essere i primi partner italiani su Twitter Spaces, che può usare anche chi non ha iPhone. Per noi l’inclusività è fondamentale. Tra l'altro, si possono mandare dei link senza dover fare degli inviti. Twitter è molto più aperto e più inclusivo e i numeri ce lo stanno dimostrando stiamo facendo dei numeri molto più alti». Si parla di decine di migliaia di persone coinvolte, «numeri ridicoli rispetto ai big. Ma noi vogliamo essere un piccolo talk show social e provare ad aprire la strada con delle forze anche molto più giovanili, per prenderci uno spazio che dentro i talk show televisivi e radiofonici non esiste… non ci sono giovani. Magari invece questo serve anche ad aprire la strada e a togliere una pagina di timidezza e di complessità a molte persone che hanno cose super interessanti da dire e che vogliono partecipare al dibattito pubblico... Ma ovviamente non voglio fregiarmi di obiettivi troppo elevati». Anche perché, dice Canali, «questo nasce come hobby e resta un hobby. Il mio lavoro è un altro, non quello del front man, ma di chi sa costruire le parole degli altri».

STEFANO PILERI Dai banchi di scuola ai nuovi spazi virtuali di Twitter. Poco più di cinquant’anni in due, già tante esperienze professionali alle spalle, Maria de Lourdes Zollo e Guido Canali si erano conosciuti nelle storiche aule del liceo...

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