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Parlano i commercianti: «Pronti a ripartire. Ma non chiudeteci mai più»

11 aprile 2021, 05:05

Parlano i commercianti: «Pronti a ripartire. Ma non chiudeteci mai più»

GIUSEPPE MILANO

 

«Sorrideremo davvero quando ci diranno che non chiuderemo mai più». È questo lo spirito dei commercianti di Parma alla vigilia del ritorno in zona arancione. Tante attività domani potranno finalmente riaprire, ma è difficile essere soddisfatti fino in fondo. «Quest'altro mese di stop, con Pasqua, ha pesato moltissimo su settori che erano già fortemente in sofferenza», sottolinea Vittorio Dall'Aglio, presidente Ascom Parma, «e poi mancano all'appello anche bar e ristoranti. La loro chiusura incide su tutte le altre attività».

Domani infatti per tutti gli esercizi di ristorazione resta ancora la sola possibilità dell’asporto (i bar fino alle ore 18, i ristoranti sino alle 22) e delle consegne a domicilio. Sarà così fino a fine mese se non ci saranno allentamenti alle restrizioni. Gli altri negozi invece saranno tutti aperti, compresi abbigliamento e, in generale, quelle categorie considerate non essenziali. «Che invece essenziali sono», ribatte Dall'Aglio, «perché muovono una fetta fondamentale della nostra economia». Discorso a parte per i centri commerciali. Per loro resta lo stop all'attività nei giorni festivi e prefestivi.

«Per tutti pesa un calo degli introiti, negli ultimi sei mesi, di circa il 60, 70% con 1.500 aziende a Parma ancora a rischio», elenca sempre il presidente Ascom. «Ben venga comunque questa riapertura, questa piccola boccata di ossigeno, ma mi auguro che d'ora in poi non si usino più due pesi e due misure. Se si accettano gli autobus con gli studenti allora perché non si può pensare ad un ristorante che riceve i propri clienti? Siamo disponibili anche ad accettare misure più rigorose come un maggiore distanziamento fra i tavoli o meno clienti. Ma facciamo finalmente lavorare tutti».

In attesa dei ristoranti, da domani potremo comunque tornare a comprarci un vestito o un paio di scarpe. D'altra parte nell'ultimo mese avevamo potuto infilare in armadio solo biancheria o poco più. «Ora c'è un po' più di chiarezza» sorride Filippo Guarnieri, presidente di Federmoda Parma. «Troppo caos in zona rossa: la clientela non sapeva chi era aperto e una volta in negozio non capiva perché poteva acquistare alcuni prodotti ed altri no. Ora finalmente non ci saranno più equivoci». Si riparte con alle spalle una situazione difficilissima e numeri che fanno paura. I saldi invernali, bloccati nell'ultima fase dallo stop pasquale, hanno portato nelle casse dal 15 al 50% in meno. «Chi vuole potrà riaprire con la vendita promozionale, ma l'invenduto pesa e non poco sul nostro fatturato», sottolinea Guarnieri. «Pensate che nel 2020, con le celebrazioni per Parma capitale italiana della cultura avevamo deciso di aumentare le ordinazioni del tessile di un 20% rispetto al 2019 considerando l'aumento dei turisti in città. Invece abbiamo fatturato fra il 30 ed il 60 per cento in meno. I ristori? L'elemosina, mediamente 3.500 euro».

«Anche quest'anno la primavera se n'è andata, speriamo di non lasciare in magazzino anche i prodotti dell'estate». È invece il commento di Gianni Castaldini, presidente di Euro Torri, uno dei grandi centri commerciali della città. «Io temevo di aprire a fine mese, mi tocca quasi festeggiare», anche se «sono sempre arrabbiatissimo per la conferma delle chiusure nei festivi e prefestivi. Questa scelta continuo a non capirla. La ressa l'abbiamo vista prima di Pasqua in tante altre parti, noi almeno possiamo garantire il controllo degli accessi».

Domenica di lavoro quindi per risistemare scaffali e vetrine nei negozi ma anche trascorsa al telefono, in particolare per parrucchieri, barbieri ed estetisti. «Quando mercoledì si è cominciato a sentir parlare di zona arancione tante clienti mi hanno chiamato per fissare subito un appuntamento», racconta Paola Camorani, titolare di un centro estetico a Basilicagoiano. «Sono felice di questa riapertura ma per noi che lavoriamo in provincia è una gioia a metà perché non potremo ricevere clienti che vengono da altri comuni. Da me vengono anche da Parma e da altri comuni. Dovranno ancora aspettare». E i disagi non finiscono qui perché, racconta sempre Paola Camorani, «non si possono programmare i cicli di trattamenti. Ci sono alcuni programmi che prevedono una seduta alla settimana ma il rischio chiusura ci ha imposto nuovi modi di lavorare. Ma sono grata alle mie clienti che mi hanno sempre mostrato grande fedeltà».

L'ultimo messaggio, decisamente positivo, lo lancia invece Roberta Cagna, studio di parrucchiera in via Emilia Est. «Noi siamo ottimisti e siamo felici di riprendere. In queste settimane siamo stati vicini ai nostri clienti vendendo i prodotti, come ci consentiva la normativa, e consigliando il loro uso a casa. Anzi abbiamo fatto di più: in videochiamata li abbiamo aiutati mentre facevano una tinta o un trattamento. Siamo stati positivi durante la chiusura, lo saremo ancora di più ora. Ma questo deve essere solo il primo segnale di ripresa, ne aspettiamo altri».

 

GIUSEPPE MILANO «Sorrideremo davvero quando ci diranno che non chiuderemo mai più». È questo lo spirito dei commercianti di Parma alla vigilia del ritorno in zona arancione. Tante attività domani potranno finalmente riaprire, ma è difficile essere...

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