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CORONAVIRUS

Scuola, stop alle prime dosi. I dirigenti: «Disorientati»

12 aprile 2021, 05:07

Scuola, stop alle prime dosi. I dirigenti: «Disorientati»

PIERLUIGI DALLAPINA

«Faremo come Garibaldi, obbediamo». Prima di tutto il rispetto delle regole. Ma il mondo della scuola è sconcertato, disorientato e stupito dall'ennesimo cambio in corsa sul versante vaccini. L'ultima novità è di pochi giorni fa: stop alla somministrazione delle prime dosi, anche se già prenotate, per insegnanti, amministrativi, tecnici e bidelli. Così è deciso nell'ultima circolare del generale Francesco Figliuolo, che è valida per tutte le scuole di ogni ordine e grado, ma anche per forze armate e forze di polizia. Il motivo? Dare la priorità a chi ha più di 80 anni e alle persone vulnerabili.

«Sono stupito e disorientato. Se fino a ieri la scuola era una priorità, oggi non sembra più così. Non vogliamo passare davanti a nessuno e quindi, come Garibaldi, obbediremo, ma trovo abbastanza ridicolo che sulla scuola ci sia una tale variabilità», commenta Aluisi Tosolini, dirigente scolastico del liceo «Bertolucci» e coordinatore dell'Asapa, l'Associazione delle scuole autonome della provincia di Parma.

Lo stop per il personale scolastico non ancora vaccinato lascia interdetto anche Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Parma centro. «Anche se siamo di fronte ad una situazione d'emergenza, questi cambi repentini mi lasciano sconcertato».

Lasciare la precedenza agli over 80 e a chi è più vulnerabile agli attacchi del virus è un principio che nessuno mette in discussione. «È necessario dimostrarsi solidali verso le fasce deboli. Però fa impressione essere ad aprile e assistere all'ennesimo cambio del piano vaccinale».

A scuola non è la prima volta che devono fare i conti con cambi in corsa. Ad esempio, solo in un secondo momento è stato risolto il rebus delle vaccinazioni per i docenti che abitano fuori regione, ma lavorano in Emilia Romagna. Queste persone saranno vaccinate nella regione in cui lavorano.

«Sperando che il dover scegliere se vaccinare una categoria al posto di un'altra duri il meno possibile - prosegue Eramo - le scuole vanno tenute aperte». E qui l'indice viene puntato contro la didattica a distanza. «La Dad, soprattutto alle elementari, non ha senso, non funziona, non è un'alternativa valida», sentenzia il dirigente.

Da oggi, grazie al ritorno dell'Emilia Romagna in zona arancione, torneranno in presenza anche gli alunni delle seconde e terze medie, oltre al 50% degli studenti delle superiori.

«Questi stop and go continui ci lasciano disorientati», ammette Elisabetta Botti, dirigente dell'Itis «da Vinci», una scuola che con i suoi 1.982 studenti aveva fame di spazi già prima del Covid, quando nessuno parlava di distanziamento fisico. «Siamo tutti sotto un cielo poco chiaro e se alla prima dose ho visto molti insegnanti vaccinarsi con serenità, così non è stato in occasione della seconda dose».

I timori sono tutti legati al vaccino AstraZeneca, prima limitato agli under 55 e ora prescritto solo agli over 60. Nel mezzo, una serie di informazioni poco tranquillizzanti sui possibili (e rarissimi) effetti collaterali.

Chi volesse cambiare vaccino, in occasione della seconda dose, per schivare l'AstraZeneca (diventato Vaxzevria) resterà deluso: la circolare Figliuolo parla chiaro. «Le persone, che hanno già ricevuto una prima somministrazione, potranno completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino». In base a questa comunicazione, riceverà il Vaxzevria anche chi ha meno di 60 anni, sebbene sia sconsigliato per chi deve ancora ricevere la prima dose.

«Sono un po' disorientata, per questo aspetto comunicazioni ufficiali. La speranza è che lo stop alla somministrazione delle prime dosi sia solo temporanea e che entro settembre tutto il personale scolastico sia vaccinato per ripartire in tranquillità», commenta Nadia Malcisi, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo «D'Acquisto».

Oggi i sindacati incontreranno il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, per chiarire le nuove regole del Governo. Regole che non cambiano più di tanto l'organizzazione delle forze armate e delle forze dell'ordine. Per queste due categorie - che comprendono carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato, polizia penitenziaria e polizia locale - la vaccinazione iniziata l'8 marzo ha quasi interamente immunizzato (con la prima dose) quelli che hanno aderito alla campagna vaccinale.

Situazione diversa nel comando dei vigili del fuoco, stando al report del comandante Vincenzo Giordano. Su un organico di 291 persone, sono 236 (81%) quelli che hanno detto sì al vaccino e di questi ne sono stati vaccinati 153 (65%). Resta quindi ancora da vaccinare il 35% dei favorevoli alla vaccinazione.

 

PIERLUIGI DALLAPINA «Faremo come Garibaldi, obbediamo». Prima di tutto il rispetto delle regole. Ma il mondo della scuola è sconcertato, disorientato e stupito dall'ennesimo cambio in corsa sul versante vaccini. L'ultima novità è di pochi giorni fa:...

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