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LUTTO

Collecchio, madre muore dopo la figlia

15 aprile 2021, 05:05

Collecchio, madre muore dopo la figlia

COLLECCHIO - Muore tre settimane dopo la figlia. Paola Tirri è deceduta a 79 anni per le conseguenze dovute al Covid, ma era in realtà già morta dentro, a seguito della scomparsa della figlia Maura Vietta, di 57 anni, avvenuta neanche un mese fa.

Un dolore troppo grande, una croce troppo pesante da portare sulle spalle. Paola aveva perso il suo sorriso, i suoi occhi si erano spenti, non aveva più appetito.

Lei che amava tanto cucinare, aveva perso lo slancio, la voglia di vivere. E dopo le esequie della figlia, il contagio: l’intera famiglia è stata travolta dal virus: il marito Ivo Vietta, di 84 anni, sta lottando contro la morte in ospedale, il figlio Marino, si sta lentamente riprendendo.

E’ una storia drammatica quella che ha colpito la famiglia Vietta, una famiglia molto conosciuta a Collecchio in quanto per oltre 40 anni si è fatta apprezzare per l’attività legata alla produzione di Parmigiano Reggiano.

Sono partiti dalla bassa i Vietta per arrivare a Collecchio nel 1958, ed hanno lavorato prima in un podere verso Sala Baganza, poi, nel 1998, la realizzazione di un sogno con l’acquisto del loro caseificio su via Montecoppe, ceduto nel 2004.

Paola e Ivo, dopo la cessione, si sono ritirati dal lavoro, mentre il figlio Marino gestisce un magazzino per la stagionatura del Parmigiano Reggiano in via Valli. E’ stata una famiglia molto unita, la sua, legata a doppio filo alle tradizioni del mondo contadino.

Originaria di Colorno, Paola Tirri si sposò con Ivo Vietta nel 1956. L’arte della lavorazione del formaggio Parmigiano Reggiano l’avevano appresa da uno zio di Ivo, Marino. Per questo hanno dato lo stesso nome al figlio. Per Paola la famiglia era tutto, per questo erano molto affiatati e ad essa ha dedicato tante attenzioni, tanto amore, tanto affetto.

«La sua è stata una vita di sacrifici – ricorda il figlio Marino – fin da giovane si è prodigata a lavorare nel caseificio, nei lavori domestici e per la sua casa. Negli anni Cinquanta e Sessanta fare il casaro era molto pesante, non c’erano i macchinari di cui disponiamo oggi. Io stesso – spiega – a 14 anni, ho iniziato subito a lavorare con loro cercando di alleggerire anche le sue fatiche. Mia sorella Maura si è sempre data da fare anche lei, prima alla vendita nel caseificio e poi nel negozio di alimentari che ha gestito per anni in centro a Collecchio e dove anche mia madre lavorava». Gentile, cordiale, garbata, Paola Tirri, era una persona apprezzata per la sua franchezza, l’affabilità, l’umanità. «Se ne è andata una donna speciale – la ricordano alcune amiche. Non si è mai arresa alle avversità. La sua costanza, la sua generosità ci mancheranno». E’ stata sepolta nel cimitero di Collecchio di fianco alla figlia Maura: così è stato esaudito il suo ultimo desiderio. La piangono il marito Ivo, il figlio Marino, il genero Andrea ed i nipoti a cui era molto affezionata e che continuano in parte la tradizione della lavorazione del formaggio, casari della quarta generazione. g.c.z.