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FONTEVIVO

Condannato in appello chi uccise a fucilate i cani Moon e Shadow

di Chiara De Carli -

16 aprile 2021, 05:06

Condannato in appello chi uccise a fucilate i cani Moon e Shadow

FONTEVIVO Sembra essere arrivata all’ultimo atto la triste vicenda di Moon e Shadow, i due esemplari di cane lupo cecoslovacco di proprietà di Alessandro Piccinini e Giulia Baio che nel febbraio 2019, dopo essere scappati dal recinto di casa a Case Massi, erano stati uccisi a fucilate dal proprietario della cascina nei cui paraggi erano andati a «curiosare». Poi erano stati gettati nel torrente Recchio.

L'APPELLO

Ieri pomeriggio si è svolto infatti il processo d’appello e chi è stato ritenuto il loro uccisore è stato condannato ad un risarcimento a quattro zeri. Una sentenza che è subito stata accolta con entusiasmo dalle associazioni animaliste e da tutti coloro che avevano sostenuto i proprietari dei cani durante il lungo iter legale, con la speranza che possa diventare un «precedente» per una maggior severità nel giudizio dei reati contro gli animali d’affezione. La vicenda dei due cani, aveva avuto una forte eco fin da subito: già poche ore dopo la fuga, grazie al tam tam sui social network, in molti si erano mobilitati per aiutare a ritrovare i due «cuccioloni» ma la mattina dopo la ricerca era terminata nel peggiore dei modi, con il ritrovamento delle due carcasse trapassate da diversi pallettoni.

IL NOME

A dare un nome all’uccisore dei due animali, pochi giorni dopo, erano stati i carabinieri di Fontanellato che, grazie alle tracce rilevate nel luogo del ritrovamento e all’incrocio di dati e testimonianze, erano riusciti ad individuare un pensionato del posto, allora 67enne. L’uomo aveva subito confessato e, da quel momento, Piccinini ha «combattuto» con tenacia per avere giustizia per Moon e Shadow sostenuto anche dai tanti animalisti della zona, dalle associazioni e dai proprietari di altri cani lupo cecoslovacco, che per due volte si sono radunati a Fontevivo per tenere alta l’attenzione sul caso e non far cadere nel dimenticatoio quello che era successo. «Nessun giudice potrà mai ridarci Moon e Shadow ma, finalmente, è stata riconosciuta loro la dignità che meritavano riconducendo il reato all’articolo del codice che riguarda gli animali d’affezione e non, come inizialmente era stato fatto, ai delitti contro il patrimonio» è stato il commento di Piccinini uscendo dal tribunale di Parma dopo il processo di appello al termine del quale il giudice Annalisa Dini ha condannato il pensionato al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese legali.

SODDISFAZIONE

Soddisfatto anche l’avvocato Filippo Cima che non ha mollato di un passo nonostante l’assoluzione da parte del giudice di pace del 15 settembre dello scorso anno. «Il giudice ha accolto in pieno i motivi di appello – ha spiegato Cima -. Ha quindi riformato la sentenza di assoluzione di primo grado riqualificando il reato, non più riferito all’articolo 638 del codice penale ma al 544 bis stilato a specifica tutela del sentimento verso gli animali. Ha poi riconosciuto il previsto caso di “non necessità”, condannando l’uccisore di Moon e Shadow ad un risarcimento provvisionale immediato di 10mila euro, oltre al rimborso delle spese legali, e demandando al giudice civile la quantificazione di eventuali ulteriori indennizzi».