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Riaperture, ecco le regole che piacciono agli operatori parmigiani

16 aprile 2021, 05:07

Riaperture, ecco le regole che piacciono agli operatori parmigiani

GIUSEPPE MILANO

Il passo in avanti piace, e non poco. La bozza presentata ieri dalle Regioni a Governo e Cts per andare verso la riapertura di bar, ristoranti, mondo dello spettacolo ma anche piscine e palestre trova favorevoli gli operatori di Parma. «E come potrebbe essere altrimenti visto che è quello che diciamo noi da mesi», commenta con soddisfazione Vittorio Dall'Aglio, presidente di Ascom Parma a cui non preoccupa nemmeno l'inasprimento dei protocolli. «Ci siamo sempre detti disponibili anche ad un rafforzamento delle garanzie pur di ripartire», risponde Dall'Aglio. E allora arriva il «sì» anche ai due metri di distanza fra i tavoli ed «ai controlli più severi con sanzioni davvero pesanti per chi sgarra. Deve pagare il singolo e non tutta la categoria».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Ugo Bertolotti, presidente di Fipe Parma, la federazioni dei pubblici esercenti. «Basta gestori ingordi che danneggiano tutti. Abbiamo l'occasione per ripartire e dobbiamo preservare questa possibilità con immediato rigore nelle disposizioni» sottolinea deciso, andando poi nel merito della bozza presentata che, a suo parere, «rischia di penalizzare davvero solo chi ha locali piccoli». Ma «c'è la possibilità per tutti di aprire sia a pranzo che a cena e anche, in caso di ritorno in fasce più a rischio, come pure la rossa, di restare aperti seppur con controlli più stringenti. E' un passaggio fondamentale: significa aprire e non chiudere più». Ma Bertolotti va oltre e consiglia «l'uso di barriere fisiche (i plexiglass) fra i tavoli anche in trattoria o in pizzeria. Lo so, non saranno eleganti, ma ora non si deve pensare al bello ma a preservare il lavoro e garantire la tranquillità dei clienti. A Parma nessuno lo ha fatto. È ora di pensarci». Nei dehors invece «rigorosamente niente servizio in piedi. Lo richiediamo ancora una volta e se sarà necessario faremo pressione perché ci sia un'ordinanza più stringente da parte degli organismi di vigilanza». Sulla distanza fra i tavoli invece il presidente di Fipe non vede «difficoltà insormontabili. Ci sono gli spiragli per operare finalmente con regolarità ed è quello che conta. Ma, ripeto, più severità verso chi sbaglia. Lo avessimo fatto la scorsa primavera non saremmo in questa situazione».

Dai bar ai ristoranti a piscine e palestre. Anche qui «il giudizio è positivo» come conferma Roberto Baladelli dello Sport Center Parma, il complesso alle porte del Campus Universitario. Ma qui c'è un ma «ed è quello che le norme proposte vanno bene per ripartire ma non ad oltranza. Sarebbe un bagno di sangue avere sempre le macchine in palestra a due metri di distanza o gli utenti in piscina con uno spazio di 10 metri quadrati per ognuno. Insostenibile dal punto di vista economico».

 

 

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