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RIAPERTURE

Ripartenza, la data ora è il 26 di aprile. «E speriamo subito in giallo»

17 aprile 2021, 05:07

Ripartenza, la data ora è il 26 di aprile. «E speriamo subito in giallo»

 

GIUSEPPE MILANO
Non più il 2 maggio ma già dal 26 aprile si potrà tornare ad essere in giallo. E' questa la prima delle novità annunciate da Mario Draghi assieme al calendario delle possibili riaperture di bar, ristoranti, cinema, teatri ma anche piscine, palestre e fiere. «Risposte concrete al Paese» commenta il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, con «date che danno un orizzonte certo a molte delle attività chiuse da troppo tempo. È il segnale che Regioni, Province e Comuni avevano chiesto al Governo».

Nelle parole del Presidente Bonaccini sembra trasparire anche il desiderio che l'Emilia-Romagna sia gialla già da subito, proprio dal 26 aprile. «Lo speriamo tutti», sottolinea l'assessore del Comune di Parma Cristiano Casa. «Il piano Draghi mi piace perché ci ridà respiro dopo mesi dove tutti, imprese in primis, abbiamo dovuto curarci le ferite. E poi significa, ed è la cosa più importante, che i dati della pandemia stanno migliorando». E le indicazioni del Governo saranno subito operative a livello locale. «Ho già avuto un incontro con l'assessore Guerra ed i colleghi di Destinazione Emilia di Reggio e Piacenza per impostare la ripartenza dell'attività turistica». In più disponibilità ad offrire nuovi spazi per le attività economiche.

«Molto è già stato fatto lo scorso anno ma siamo a disposizione degli esercenti» conclude Casa che ricorda «lo stop alla Cosap che il Governo ha confermato sino al 30 giugno, ma l'Anci ha già chiesto che sia prorogato sino a fine anno. Tutti però dobbiamo meritarci queste riaperture rispettando le regole. Bene la richiesta di più rigore: i controlli ci saranno ma servirà la responsabilità di tutti, cittadini in primis». Come poi hanno richiesto gli stessi rappresentati degli esercenti. «Abbiamo imparato dal passato e saremo sicuramente pronti» sottolinea Gianpaolo Serpagli, sindaco di Bedonia che sulle indicazioni del Governo vede «la conferma di quanto avevamo richiesto nei mesi scorsi a livello locale. Avevo infatti mandato, assieme agli altri colleghi sindaci della Valtaro, una lettera all'allora premier Conte per chiedere la gradualità delle riaperture. È quanto indicato ora da Draghi. In più in montagna siamo ormai in una situazione da zona bianca».

Tutti pronti così in Appennino al boom di presenze che ha caratterizzato l'estate 2020. «A Bedonia non ci sono già più abitazioni in affitto», aggiunge il primo cittadino del paese della nostra montagna ma «non temiamo una recrudescenza dei contagi visto come è andata la scorsa estate. I nostri ristoratori, i nostri baristi, che ora sanno che potranno riaprire, sanno già come comportarsi».
Nella Bassa invece le indicazioni arrivate ieri da Roma sono il segnale che, finalmente, il confine regionale cadrà; una frattura che ha pesato per chi vive a stretto contatto con la Lombardia. «Questa ripartenza era attesa dalle famiglie, dagli studenti e da diversi soggetti del tessuto economico» commenta Cristian Stocchi, sindaco di Colorno che poi, proprio sul tema spostamenti, sottolinea come fosse un auspicio «formulato da tempo. Precisato questo, occorre allo stesso tempo sottolineare ancora l’invito alla massima responsabilità dei comportamenti e affermare la necessità dei controlli. Intravediamo con fiducia un orizzonte diverso».

 

 

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