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OZZANO

Il Bosco delle cose e la sua poesia: cent'anni fa nasceva Ettore Guatelli

19 aprile 2021, 05:01

Il Bosco delle cose e la sua poesia: cent'anni fa nasceva Ettore Guatelli

Collecchio Il 18 aprile si sono celebrati i cento anni dalla nascita di Ettore Guatelli, il maestro di Ozzano Taro che ha dato vita ad una raccolta che ha fatto scuola in Italia: costituita da 60 mila pezzi, tra oggetti e documenti, illustra l’epopea della civiltà contadina. Mario Turci, direttore del museo, parla di lui come di un visionario: «Il vero realista è il visionario, diceva Fellini. Ettore desiderava un museo capace di accogliere oggetti dall’estremo ieri all’estremo domani e c’è riuscito, grazie a concretezza, ingegnosità, ricerca e passione».

La ricorrenza solleva riflessioni sull’eredità di Ettore. Un’eredità che non è stata dispersa e il cui valore si è accresciuto superando i confini locali. Lo testimoniano le visite di personaggi illustri come i critici d’arte Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Federico Zeri e i rapporti intessuti con alcuni musei europei come quello antropologico di Marsiglia, e l’inserimento dalla raccolta nel programma di Parma Capitale Italiana della cultura 2020 + 2021.

«Il bosco delle cose» è la metafora di una raccolta unica che ha stimolato apprezzamenti da parte di studiosi, antropologi e docenti universitari. Nei mesi successivi alla sua scomparsa, nel 2000, nacque l’Associazione degli Amici di Ettore Guatelli e del museo: volontari che si impegnarono per promuovere il patrimonio culturale, storico e gli ideali del maestro di Ozzano. E a tener viva l’idea di museo. Un sogno, quello del museo, che si concretizzò nel 2003, con la costituzione della Fondazione museo Ettore Guatelli. Tra i promotori, William Gaibazzi, ex presidente della Fondazione Monte Parma, l’ex sindaco di Collecchio Giuseppe Romanini e attuale presidente della fondazione, Andrea Borri allora presidente della Provincia e Caterina Siliprandi allora assessore. Tra i soci fondatori anche i Comuni di Fornovo, Parma, Sala Baganza e l’Università. «Ettore ci ha insegnato a conoscere - sottolinea Giuseppe Romanini - a capire e rispettare anche le più “piccole” cose tramandate dalle generazioni che ci hanno preceduto. Tanti oggetti raccolti insieme alle storie e alle vite che raccontano. Ne ha fatto un museo e ce lo ha donato. Un museo del tempo, un museo delle cose e delle parole. Un luogo meraviglioso e magico nel quale possiamo ancora ascoltare il suo racconto».

Ettore Guatelli, nacque nella casa che ospita il suo museo il 18 aprile del 1921. Era figlio di contadini, e sarebbe diventato anche lui un contadino, se la sua salute cagionevole non lo avesse spinto a seguire la via dello studio: divenne maestro, un maestro speciale, moderno, abituato a una didattica delle cose, della scoperta, fondata sulla realtà e l’esperienza. Anche in questo fu innovativo. Il museo anche oggi è prima di tutto un percorso didattico, di relazioni, così come la didattica di Ettore. Amico di Attilio Bertolucci, Ettore Guatelli, e la sua casa hanno rappresentato per molti anni un punto di riferimento per diversi intellettuali di Parma e provincia. Chi visita la raccolta di Ozzano compie un viaggio che lo trasforma: le sue stanze sono altrettante tappe di un percorso sbalorditivo.

Gian Carlo Zanacca

Collecchio Il 18 aprile si sono celebrati i cento anni dalla nascita di Ettore Guatelli, il maestro di Ozzano Taro che ha dato vita ad una raccolta che ha fatto scuola in Italia: costituita da 60 mila pezzi, tra oggetti e documenti, illustra...

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