Sei in Gweb+

Reportage

Piste ciclabili solo sulla carta

19 aprile 2021, 05:03

Piste ciclabili solo sulla carta

Di recente in città sono state realizzate alcune nuove piste ciclabili. Opere importanti nell'ottica della mobilità sostenibile, (anche se in alcuni casi di dubbia utilità come quella di viale Rustici) per le quali sono state spese cifre di tutto rilievo. Ma il problema è che si dovrebbe guardare anche alla scarsa manutenzione e, soprattutto, alla segnaletica del tutto insufficiente e non funzionale della rete di piste ciclabili già esistenti. Che, in molti casi sono presenti sulla carta come motivo di vanto, ma nella pratica costituiscono una vera a propria corsa a ostacoli per i malcapitati ciclisti che le percorrono. Tanto che in casi tutt'altro che rari è addirittura più agevole pedalare sulla carreggiata che sulle piste esistenti.

Via Emilia Est a ostacoli
Una delle ciclabili più frequentate della città è anche fra quelle più complicate da utilizzare. Il lungo percorso che parte da Barriera Repubblica è costellato di ostacoli che costringono a pedalare con attenzione. Nel primo tratto, da Barriera verso Strada Elevata, ci sono piante con rami bassi che costringono a bruschi scarti per evitarli e dislivelli continui agli incroci con le laterali, oltre agli spazi di terreno attorno alle piante che interferiscono col tracciato. All'incrocio con via Zarotto, poi, quando la pista diventa bidirezionale, ci sono una serie di pali letteralmente in mezzo alla pista che costringono i ciclisti a veri e propri slalom per evitarli. Altro grave difetto è la totale mancanza di attraversamenti ciclopedonali dalla rotatoria di Strada Elevata fino alla Rocca di San Lazzaro, senza contare il percorso molto tortuoso. Verso San Prospero, poi, la pista prima si inerpica su un viadotto e poi si interrompe, mentre verso la frazione il marciapiede che la ospita è in pessime condizioni.

La segnaletica carente
Molti i casi in cui la segnaletica, soprattutto orizzontale, è assente o clamorosamente carente. In via Mantova, ad esempio, il tratto sul cavalcavia è dissestato da anni e in aggiunta alle due estremità gli attraversamenti sono solo pedonali e costringerebbero a scendere dalla bici. In via Emilia Ovest il percorso che va verso San Pancrazio corre sul marciapiede ma da anni ormai la pista non è segnalata in molti punti e anche gli attraversamenti delle rotatorie sono poco visibili. L'asfaltatura, poi, è talmente usurata che in alcuni punti conviene scendere sulla carreggiata. Impossibile poi capire se in viale Piacenza, lato Parco Ducale, esista ancora la pista ciclopedonale nel tratto dal ponte delle Nazioni alla rotatoria di via Savani.

Ciclopedonali strette
Ci sono poi casi in cui la convivenza fra pedoni e biciclette è pressoché impossibile. Come in viale Milazzo, dove i marciapiedi sono stretti e il percorso realizzato con autobloccanti costringe a sussulti continui i ciclisti. Oppure in viale Duca Alessandro, dove la pista è un'«invenzione» letterale, visto che se si incontra un pedone mentre si è in sella ci si deve fermare in attesa che si sposti perché è impossibile superarlo.

Mancanza di illuminazione
Ci sono poi due piste che portano fuori città purtroppo impraticabili alla sera per mancanza di illuminazione: sono quella di via Benedetta, che, oltre a essere in alcuni punti in cattive condizioni di manutenzione, manca da sempre delle luci dal sottopasso di via Burla fino all'ingresso della Barilla, rendendola così poco utilizzabile per i numerosi dipendenti dell'azienda. Da sottolineare che esiste già la predisposizione per i punti luce e che l'illuminazione riprende poi dove la pista entra nel comune di Sorbolo, con la pista che collega anche Chiozzola con la città. Sono invece spenti da tempo e mai ripristinati i lampioni della pista che conduce a Gaione, molto utilizzata dai residenti, che da tempo chiedono inutilmente un intervento.

Poco funzionali
Altre due piste quasi impercorribili sono quelle di via Trento, una gimkana fra parcheggi, laterali con gradini per superarle e piante in mezzo al percorso, e via Zarotto, dove la segnaletica è totalmente sparita e la convivenza coi numerosi pedoni è di fatto molto difficile.

Gli esempi di incuria potrebbero continuare a lungo (5 attraversamenti stradali in piazzale Marsala per superare la rotatoria dove ne basterebbe uno), ma il punto è che troppe piste sono tali, appunto, solo sulla carta.

Gian Luca Zurlini
servizio fotografico di Annarita Melegari

Di recente in città sono state realizzate alcune nuove piste ciclabili. Opere importanti nell'ottica della mobilità sostenibile, (anche se in alcuni casi di dubbia utilità come quella di viale Rustici) per le quali sono state spese cifre di tutto...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal