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MEDICO, 80 ANNI

Silvano Canova: «Torno al lavoro per battere il virus»

19 aprile 2021, 05:05

Silvano Canova: «Torno al lavoro per battere il virus»

La vaccinazione degli ottantenni? Lui l’ha fatta addirittura in anteprima, con pieno titolo, in quanto volontario dell’Assistenza Pubblica di Bardi, poi si è tuffato in una nuova avventura con l’entusiasmo di un ragazzino.

Stiamo parlando di Silvano Canova, ottant’anni compiuti, medico, pensionato di nome ma non di fatto. Canova, nato «per caso» a Pesaro perché il padre era nella Guardia Forestale, ha fatto per un po’ il «nomade» fra un trasloco e l’altro, ma si sente un bardigiano a tutti gli effetti, come la mamma, perché a Bardi, dove vive tuttora, ha costruito le sue radici da bambino. Lì ha trovato amici, moglie e casa.

Si è laureato all’Università di Parma, conseguendo la specializzazione in anestesia, poi ha lavorato soprattutto all’ospedale di Guastalla, dove è stato per vent’anni primario della rianimazione. E da pensionato ha gestito l’ambulatorio di terapia antalgica, poi ha mollato dopo l’invasione della pandemia. Ma proprio in tempi di coronavirus, e soprattutto con la massiccia campagna di vaccinazione in atto, la sua esperienza può ritornare preziosa. Silvano Canova ne è ben consapevole, e, nonostante la non più verde età, ha deciso di mettersi in gioco per il bene della collettività. Messi da parte momentaneamente i sui hobby, si è presentato come medico volontario per dare una mano. «Ho manifestato la mia disponibilità – spiega Canova - ho avuto un colloquio preliminare in Ospedale a Parma, sono stato accolto di buon grado, così da quindici giorni sono inserito nell’organico del personale impegnato nelle vaccinazioni. In questo modo mi sento ancora utile per la comunità».

In queste prime settimane Silvano Canova si è girato tutta la provincia con il suo fuoristrada, quello che abitualmente usa per le escursioni montanare. È stato al centro vaccinale di Moletolo, a quello di Vaio e poi a Borgotaro. «In pochi giorni – ci tiene a far sapere – ho potuto constatare quanto impegno ed entusiasmo il personale sanitario e i volontari mettano in campo per questa campagna, un’operazione complessa e difficile mai fatta prima, che vede al lavoro tanti giovani, e credo che soprattutto a loro bisogna rendere merito per ciò che stanno facendo». Non ha timori il medico bardigiano a stare in prima linea, a contatto con il pubblico: «Ora – dice – lavoro a Borgotaro in pianta stabile perché abitando a Bardi non ha senso che io venga a Parma. Parto da casa la mattino alle sei e mezza, prendo servizio al centro vaccinale e lì resto fino alle due e mezzo del pomeriggio. Il mio compito è di fare la valutazione prima di procedere con la vaccinazione, verifico la compatibilità fra malattie, assunzione di farmaci e vaccino prenotato o eventuali controindicazioni. Poi do il via libera». Ma, come lui stesso spiega, ben poco viene lasciato alla discrezionalità del medico. «Ci sono precise indicazioni di patologia e a quelle ci atteniamo. A Borgotaro facciamo duecento vaccinazioni al giorno. In quindici giorni, solo in un caso ho ritenuto di disporre l’assegnazione di un vaccino diverso da quello previsto». Quindi poco spazio alle polemiche come quelle in atto sull’uso di Astra Zeneca. «Il vaccino è utile ed efficace – puntualizza Canova – e soprattutto per gli anziani i pericoli sono assolutamente meno che minimi. E’ più pericolosa un’aspirina della vaccinazione. Per rendersene conto, basta leggere il bugiardino di qualsiasi farmaco, il rischio zero non esiste». Personalmente non si fa troppi problemi. «Come volontario sanitario, direttore sanitario dell’Assistenza Pubblica di Bardi – spiega – sono stato vaccinato con lo Pfizer. Ho ricevuto la seconda dose il 6 febbraio, ora dovrei essere quasi libero da rischi, anche se non bisogna mai abbassare la guardia».

«Finita questa avventura – conclude – ritornerò ai miei hobby, perché mi aiutano a tenere la mente sveglia».

Antonio Bertoncini

La vaccinazione degli ottantenni? Lui l’ha fatta addirittura in anteprima, con pieno titolo, in quanto volontario dell’Assistenza Pubblica di Bardi, poi si è tuffato in una nuova avventura con l’entusiasmo di un ragazzino. Stiamo parlando di Silvano...

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