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Amarcord

Lo scudetto dei Ferrovieri: i fenomeni di 70 anni fa

20 aprile 2021, 05:01

Lo scudetto dei Ferrovieri: i fenomeni di 70 anni fa

Era considerata dagli addetti ai lavori una generazione di fenomeni molti decenni prima che arrivasse nel mondo del volley quella ben più celebrata guidata da Velasco e da Bebeto.

Settant'anni fa i Ferrovieri esaltarono per la seconda volta il volley parmigiano, allora appena uscito dalle rovine della guerra, vincendo il secondo scudetto consecutivo e diventando un simbolo nella storia dello sport parmense.

La stessa squadra aveva vinto il titolo italiano nel 1950; fece il bis l'anno dopo confermando uno strapotere sancito dalle vittorie nel girone finale a spese della Robur Ravenna - grande avversaria di quel periodo - della Multiedo Genova e della Ferrari Modena.

Un periodo d'oro

Il bis tricolore confermava il periodo d'oro della pallavolo parmigiana che si divideva con la Rugby Parma - a sua volta scudettata nel 1950 - i favori dei giovani sportivi parmigiani.

Parma era appena uscita dalla guerra, i suoi giovani trovarono in queste discipline una valvola di sfogo per dimenticare gli orrori del secondo conflitto e per non vedere le macerie provocate dai bombardamenti.

Quella squadra era composta da Renzo Bonelli, Massimo Bordini, Ermanno Ferramola, Giuseppe Ferrari, Angelo Gnudi, Mario Mantovani, Giancarlo Pietranera, Alfredo Rasori, Giovanni Ubaldi, e da quel Bruno Estasi che divenne il primo giocatore di spicco del volley parmigiano, tanto da essere poi ricordato a lungo con un torneo giovanile di grande valore tecnico.

Estasi fu anche uno dei primi parmigiani in azzurro: al Palazzo delle Mostre nel Parco Ducale, in occasione dell'amichevole con la Francia vinta per 3-2, nel sestetto azzurro giocarono lui, Bordini, Borelli e Rasori.

Ma lo scudetto 1951 confermava che il vero punto di riferimento, l'uomo capace di creare dal nulla questa generazione di fenomeni, era il professor Renzo Del Chicca.

Il ruolo di Del Chicca

La storia del volley lo considera un padre fondatore della pallavolo, insieme al modenese Franco Anderlini e al ravennate Angelo Costa: furono loro tre a fare diventare grande il volley italiano.

In particolar modo Del Chicca divenne il padre putativo di giocatori che poi sarebbero diventati pedine di assoluto rilievo nella crescita tecnica della pallavolo parmigiana: come, oltre a Estasi e a Rasori, Moisè, Roncoroni, Scotti, De Angelis che avrebbero poi raccolto numerosi successi anche in nazionale.

Del Chicca non era parmigiano doc. Lo divenne d'adozione quando si stabilì nella nostra città da Livorno, dove era nato nel 1913.

Era professore di educazione fisica in un liceo cittadino. Ma dovette partire militare, e fu destinato a combattere in Jugoslavia.

Insegnante al Romagnosi

Quando tornò a casa, trovò un altro che occupava la sua cattedra nel liceo livornese. Con una famiglia a carico dovette accettare l'unica possibilità a disposizione per non morire di fame: trasferirsi a Parma per diventare professore di educazione fisica al liceo Romagnosi.

Dove, peraltro, il volley non era ancora praticato e lui insegnava soprattutto basket.

Cambiò tutto quando Antonio Poli, allora presidente del Coni provinciale, lo convinse ad occuparsi anche di pallavolo.

Formò le prime squadre della pallavolo parmigiana utilizzando sia i liceali del Romagnosi sia gli allievi dell'allora orfanotrofio Vittorio Emanuele: la base per creare poi negli anni Cinquanta quei Ferrovieri per due volte campioni d'Italia. E per entrare, lui professor Renzo Del Chicca, nella leggenda dello sport parmigiano insieme a quella prima generazione di fenomeni.

Andrea Ponticelli

 

Era considerata dagli addetti ai lavori una generazione di fenomeni molti decenni prima che arrivasse nel mondo del volley quella ben più celebrata guidata da Velasco e da Bebeto. Settant'anni fa i Ferrovieri esaltarono per la seconda volta il...

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