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I presidi delle superiori

«Da lunedì rientro dal 60%. Il 100% era complicato. Oggi riunione in prefettura»

21 aprile 2021, 05:01

«Da lunedì rientro dal 60%. Il 100% era complicato. Oggi riunione in prefettura»

Da lunedì superiori al 100%? Era una bell'idea, ma difficile da realizzare. Con i trasporti al 75% e l'impossibilità di aggiungere nuovi mezzi e nuovi autisti il rientro al completo degli studenti di licei, tecnici e professionali «non era solo rischioso ma a livello organizzativo molto complicato». Ma ieri è arrivata la nuova proposta: da lunedì in classe il 60% degli alunni per una graduale ripresa al 100%. Per cui, il buonsenso ha avuto il sopravvento, grazie alla mediazione della ministra Maria Stella Gelmini sul tavolo delle Regioni. E poi la bozza del decreto con cui si dà autorevolezza all'autonomia della scuola e si stabiliscono le percentuali di presenza per colore di zona.

I presidi tirano un sospiro di sollievo, perché altrimenti gli ingressi e le uscite dovevano essere scaglionati. E l'orario rifatto. Stamattina ci sarà una riunione in prefettura: «Prima di tutto non si capiva la motivazione per cui si doveva tornare in classe al 100% in tempi così stretti - anticipa il dirigente scolastico dell'istituto Giordani Alberto Berna -. Attualmente stiamo lavorando con orari che sono capolavori di incastri e se avessimo dovuto scaglionare gli ingressi questi capolavori non erano più possibili. Diverse sono le necessità di cui tener conto: le necessità didattiche, con la distribuzione di ore per materia, le necessità del personale, le necessità dei docenti che prestano servizio in più scuole, le necessità dei docenti in compresenza per i laboratori, le necessità di spazi, le necessità che riguardano le classi là dove per alcune materie vengono divise. Senza dimenticare il personale Ata: gli spazi comuni non possono essere puliti con la presenza degli studenti. Oltre al fatto che maggio è un mese di riunioni collegiali, per cui se l'orario slitta al pomeriggio si creano non poche difficoltà. Insomma - conclude Berna - ripartire lunedì al 100% sarebbe stato impossibile: sarebbe occorso un periodo di tempo più lungo per la riorganizzazione e nel frattempo si deve continuare con la didattica mista». Anche il dirigente scolastico del liceo artistico Toschi è del parere di attendere le soluzioni del tavolo di lavoro: «Dal momento che ora continuiamo ad andare a scuola al 50%, si potrebbe aumentare al 75%, ma non al 100% - conferma Pettenati -. Un rientro così tutto in una volta non va bene e si rischia di ripetere lo stesso errore che è stato fatto all'inizio dell'anno scolastico. Una cosa è il desiderio di tornare alla normalità, un'altra è la realtà, con diverse questioni con cui fare i conti. Inoltre, ci sono scuole come il Toschi in cui se si dovesse ritornare al 100% sarebbe un problema, in quanto abbiamo aree comuni come i corridoi molto stretti e sarebbe difficile evitare gli assembramenti. E questo indipendentemente dalla Tep».

«Il punto - interviene la preside del liceo Marconi Gloria Cattani - è sempre lo stesso: le scuole sono sicure ma il mondo all'esterno non lo è. Ora stiamo vivendo un periodo felice, dopo le vacanze pasquali, ma la gente comincia a muoversi e noi siamo preoccupati perché il rischio è reale: di fronte a casi di positività ci sono precise tempistiche sulle quarantene e per l'attesa di tamponi. In più con il nuovo protocollo nel caso di una classe con uno studente positivo, in attesa del tampone l'insegnante non può più entrare in contatto con gli studenti e quindi bisogna cercare delle sostituzioni, ma il personale non c'è. Garantire al 100% è complesso, anche perché è impossibile spostare l'orario adesso: è l'ultimo mese di scuola, ci sono poi gli esami di maturità e riorganizzare l'orario non era umanamente possibile, nemmeno nell'economia delle cose. Speriamo di avere indicazioni nella riunione in prefettura».

È d'accordo Giovanni Fasan, preside dell'istituto Melloni: «Non mi preoccupa la scuola come luogo di contagio, ma altri ambienti. E noi presidi e docenti dobbiamo fare i conti con la Tep: la questione dei trasporti è prioritaria, soprattutto per i ragazzi che non vivono in città. Per cui, preferisco il 50% di presenze o al limite il 75. Rifare completamente gli orari sarebbe stato difficoltoso, anche perché ci sono insegnanti che lavorano in più scuole».

La normalità potrebbe essere vicina, ma il passo non va fatto più lungo della gamba. Chi è che non vorrebbe tutti gli studenti in classe? La scuola è la base per il futuro di un Paese ed è chiaro che presidi, prof, ragazzi e genitori aspettano che la campanella suoni per tutti. Ma ci vuole tempo per organizzarsi.

Mara Varoli

 

Da lunedì superiori al 100%? Era una bell'idea, ma difficile da realizzare. Con i trasporti al 75% e l'impossibilità di aggiungere nuovi mezzi e nuovi autisti il rientro al completo degli studenti di licei, tecnici e professionali «non era solo...

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