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Collecchio

Covid, dopo la moglie e la figlia, è morto anche Ivo Vietta

21 aprile 2021, 05:08

Covid, dopo la moglie e la figlia, è morto anche Ivo Vietta

Famiglia collecchiese falcidiata dal Covid: se ne è andato anche Ivo Vietta, 84 anni, a poco più di una settimana dalla scomparsa della moglie, Paola Tirri.

Una serie di lutti che ha seguito a distanza di poco più di un mese l’addio alla figlia, Maura Vietta, venuta mento in marzo a seguito di una grave malattia che l’aveva colpita da tempo.

La vicenda ha destato profondo cordoglio a Collecchio dove la famiglia Vietta era molto conosciuta per aver gestito per anni l’omonimo caseificio, in via Montecoppe, poi ceduto nel 2004.

Ivo e la moglie Paola sono stati colpiti dal virus, poco dopo le esequie della figlia. Con loro è stato colpito anche il figlio e fratello di Maura, Marino, unico sopravvissuto alla malattia.

Un lutto che si è trasformato in tragedia, quello dalla famiglia Vietta, che ha gettato sconforto e desolazione nelle tante persone che li hanno conosciuti. Esempio di una vita dedicata alla famiglia ed al lavoro, i coniugi erano originari di Colorno dove si erano sposati, nel 1956.

Erano espressione di quella cultura contadina che ha segnato per sempre la loro vita, una vita condotta all’insegna del lavoro, del sacrificio della dedizione alla famiglia. Ivo aveva appreso il mestiere del casaro dallo zio Marino ed era diventato esperto della lavorazione e produzione del Parmigiano Reggiano.

Poi, come avveniva un tempo, la decisione di cambiare casa, di trasferirsi a Collecchio, nel 1958, prima in un caseificio ai confini con il Comune di Sala, poi la realizzazione di un sogno: l’acquisto del caseificio Montecoppe nel 1983, fino alla sua cessione nel 2004.

La famiglia Vietta è stata protagonista dei cambiamenti che hanno investito la produzione del Parmigiano Reggiano, e lo ha fatto partendo, negli anni Cinquanta, da tanta dedizione e passione.

Sono diverse le testimonianze di affetto, anche da parte di produttori locali di Parmigiano Reggiano.

Non ha più lacrime il figlio Marino, ma solo il dolore intimo per la perdita di un’intera famiglia in così poco tempo. Anche lui ha condiviso con loro un percorso di vita come la sorella Maura, nel caseificio: lui alla produzione, lei alla vendita. Anni felici che ricorda con nostalgia e rimpianto.

Lo stesso Marino ha continuato sulla scia del padre e gestisce oggi un magazzino di stagionatura del formaggio in via Valli. Ivo era un uomo del saper fare, ricco di umanità di tanto affetto che ha riservato alla sua famiglia, agli amici alle tante persone che lo hanno conosciuto.

Era un casaro gentiluomo, apprezzato per la sua professionalità ma anche per le sue qualità personali.

«Siamo costernati – parlano alcuni collecchiesi – da una vicenda per certi versi disumana. Siamo vicini a Marino e ricordiamo i genitori Ivo e Paola e la sorella Maura per la loro determinazione, l’impegno nella quotidianità, la forza e la passione che hanno messo in tutto quello che hanno fatto».

 

 

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