Sei in Gweb+

CASSAZIONE

Armi e fiumi di droga: 18 anni e 7 mesi a Mereu

23 aprile 2021, 05:05

Armi e fiumi di droga: 18 anni e 7 mesi a Mereu

Anche i sequestri delle buonanime avrebbero potuto foraggiare gli affari. Salme famose, naturalmente. Come quelle di Luciano Pavarotti e di Enzo Ferrari, da trafugare e poi restituire solo dopo il pagamento di un lauto riscatto. Ma il vero business di Giovanni Antonio Mereu («Gianni Caddina») e soci erano le armi e la droga. Nel marzo del 2017, quando era scattato il blitz della Dda di Cagliari, tra Parma, Traversetolo e Montechiarugolo era spuntato un arsenale mai visto in zona. Insieme a Mereu, sardo di Orgosolo trapiantato da anni a Traversetolo, erano stati arrestati altri sardi abitanti nel Parmense, tra cui Giovanni Succu, mentre il calabrese Antonino Modafferi, trapiantato a Parma, era già in cella in quel momento. Le condanne (in abbreviato, quindi scontate di un terzo) sono diventate definitive nelle scorse settimane: 18 anni, 7 mesi e 20 giorni per Mereu; 7 anni, 11 mesi e 10 giorni per Succu; 4 anni e 2 mesi per Modafferi.

E ora sono anche state depositate le motivazioni della Suprema Corte, che punta il dito contro Mereu, 50 anni, come «promotore» dell'associazione, disegnandone affari e collegamenti. «L'acquisto di eroina e cocaina era effettuato presso diversi fornitori e, in particolare, presso i trafficanti calabresi legati a Pasquale Riillo - scrivono i giudici nella sentenza - e le sostanze stupefacenti venivano immesse nel mercato sardo attraverso la vendita a clienti abituali, avvalendosi il gruppo associativo di collaboratori e mezzi stabilmente a disposizione dell'associazione».

Droga e armi: traffici che si finanziavano reciprocamente. E che la banda dei sardi ha portato avanti anche dal Parmense, potendo contare su uomini e basi logistiche ad Orgosolo. Ciò che è emerso, poi, è che la Santa Barbara scoperta dai carabinieri quattro anni fa era costituita da «armi trafugate per la maggior parte dal 15° Centro rifornimenti e mantenimento di Padova, struttura dell'Esercito italiano incaricata del deposito delle armi dell'Esercito e della distruzione delle armi sequestrate», si legge nella sentenza. I guadagni del traffico di eroina e cocaina confluivano nel «mucchio», la cassa comune dell'associazione.

E se «Caddina» è il capo del gruppo, per i giudici della Cassazione, non ci sono dubbi sul fatto che Succu, 53 anni, sia un «corriere del sodalizio criminoso e stretto collaboratore di Giovanni Antonio Mereu in tutte le sue attività illecite». Tutt'altro che un gregario, ma uno degli uomini che godeva della piena fiducia del grande capo, tanto che Succu si muoveva per trasportare «significative e consistenti quantità di droghe pesanti (sempre superiori a un chilo), elemento - scrivono i magistrati - sicuramente dimostrativo del ruolo specifico e consolidato».

Ma nei traffici di droga e armi spicca anche la figura di Modafferi, 40 anni. Dalle intercettazioni è emerso chiaramente, secondo i giudici, che aveva consegnato oltre un chilo di cocaina a Mereu. «Aveva partecipato a tutte le fasi relative all'operazione di vendita della sostanza stupefacente - si legge nella sentenza : non solo si era recato personalmente presso il luogo concordato per la consegna dello stupefacente ed aveva consegnato la sostanza stupefacente, ma aveva anche partecipato alla trattativa stabilendo prezzo e modalità dell'incontro concordando anche la cessione di ulteriori cinque chili di cocaina». Le varie conversazioni intercettate avevano anche consentito di provare che Modafferi aveva, scrivono i giudici, «concorso nell'acquisto, detenzione e ricettazione di un fucile mitragliatore modello Galli, una pistola mitragliatrice Skorpion e di tre pistole marca Beretta».

Affari redditizi. Eppure alcuni uomini della banda erano anche andati nei cimiteri del Modenese a fare qualche sopralluogo. Ma prima che provassero a fuggire con le salme di Pavarotti e del Drake erano scattati gli arresti.

Georgia Azzali

 

Anche i sequestri delle buonanime avrebbero potuto foraggiare gli affari. Salme famose, naturalmente. Come quelle di Luciano Pavarotti e di Enzo Ferrari, da trafugare e poi restituire solo dopo il pagamento di un lauto riscatto. Ma il vero business...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal