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Protesta

Protezione civile: «Noi, volontari nei punti vaccinazioni e ancora senza vaccino»

23 aprile 2021, 05:08

Protezione civile: «Noi, volontari nei punti vaccinazioni e ancora senza vaccino»

«Siamo qui tutto il giorno ad aiutare le persone che devono vaccinarsi. Abbiamo dato indicazioni a tutti, compresi professori e forze dell'ordine, ma a noi non tocca mai».

E' l'amara considerazione di uno dei volontari della Protezione civile di Parma in servizio al PalaPonti. In tuta gialla fosforescente misura la temperatura con la classica pistola ad infrarossi a tutti coloro che entrano nella struttura di Moletolo. «Sono qui in mezzo ad operatori sanitari vaccinati e a tanti cittadini che, entro pochi minuti, lo saranno. Io invece no». La considerazione è la stessa che ripetono altri volontari e volontarie in servizio a Vaio, Borgotaro e Langhirano. Eppure la circolare della presidenza del Consiglio dei Ministri, datata 12 aprile, aveva indicato proprio i volontari Prociv come personale di supporto alla individuazione, all'approntamento e al supporto delle strutture per la vaccinazione. «Peccato che a Parma gli unici che operano in questi ambiti senza copertura vaccinale siamo proprio noi». E qualcuno comincia anche a pensare di «tirarsi fuori».

A Parma e provincia sono circa 800 i volontari della Protezione civile in attesa. Di questi circa 90 sono impegnati quotidianamente al PalaPonti.

Gli unici però in questo momento coperti, e lo sono stati fin dalla primissima fase della campagna vaccinale, sono stati gli addetti della Croce rossa italiana e delle Anpas, a Parma quindi Anfass croce gialla e Assistenza pubblica. «Ma se uno ha saltato quel turno per qualsiasi motivo, dal più banale ad una indisposizione, non è stato più inserito nelle liste», insomma «niente vaccino anche se svolgi funzioni di soccorso».

Per ora nessuna copertura anche per chi è chiamato a controllare gli accessi in strutture sanitarie come stazioni, autostazioni, aeroporto ma anche, è successo, case della salute o strutture protette.

Non avere la copertura vaccinale rende ancora più complessa l'attività della Protezione civile nella gestione delle emergenze. L'esempio è presto fatto da uno dei volontari in assistenza al PalaPonti: «Se c'è un incidente in autostrada, gli uomini del 118 e i vigili del fuoco soccorrono i feriti da vaccinati, a consegnare acqua e assistenza alle centinaia di persone in coda interveniamo invece noi senza protezione».

A fare arrabbiare ancora di più i volontari parmigiani è anche il fatto che in altre realtà territoriali, sia in regione che fuori, le somministrazioni di dosi per gli uomini e le donne della Prociv siano già partite. In Lombardia ad esempio si è arrivati a stanziare anche mille dosi al giorno per il personale; diverse province dell'Emilia-Romagna hanno iniziato con numeri più bassi per garantire la priorità alle categorie più a rischio ma è stata data una prima risposta. A Parma se n'è invece parlato martedì scorso nel tavolo tecnico-politico per l'emergenza covid alla presenza di prefetto, dirigenti di Ausl e Ospedale e sindaci dei comuni a capo dei distretti sanitari. «Seguiamo con attenzione il tema e ci auguriamo sia una priorità appena avremo una maggiore disponibilità di dosi», sottolinea in sindaco di Parma Federico Pizzarotti, presente al summit di martedì. Nello stesso giorno una circolare inviata alla regioni dalla struttura commissariale di Figliuolo, a firma del suo capo di gabinetto, indicava proprio come «necessario procedere con la prima somministrazione nei confronti del personale appartenente alle organizzazioni di volontariato della Protezione civile impiegato in prima linea».

Indicazioni ora sul tavolo dell'Azienda Usl dove, sul tema, spiegano di «stare aspettando nuove consegne di vaccini per la somministrazione ai volontari della Protezione civile direttamente impegnati nella campagna vaccinale. Nonostante la scarsa disponibilità, e le priorità indicate finora di vaccinare prima anziani e persone più fragili, molti volontari della Protezione civile sono già stati comunque vaccinati, anche perché impegnati nelle associazioni di soccorso e trasporto sanitario». Ma i diretti interessati chiedono di più.

Giuseppe Milano

 

«Siamo qui tutto il giorno ad aiutare le persone che devono vaccinarsi. Abbiamo dato indicazioni a tutti, compresi professori e forze dell'ordine, ma a noi non tocca mai». E' l'amara considerazione di uno dei volontari della Protezione civile di...

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