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Alessandra del Sigma: «Per la sicurezza di tutti, le cassiere hanno diritto alla vaccinazione»

24 aprile 2021, 05:03

Alessandra del Sigma: «Per la sicurezza di tutti, le cassiere hanno diritto alla vaccinazione»

Mara Varoli

«Finalmente qualcuno parla di noi. Le cassiere ci sono sempre state in questo anno di pandemia, a contatto con migliaia di persone: sarebbe importante che potessimo avere il vaccino».

Alessandra Torta è contenta che si cominci a sollevare la questione dei vaccini per le cassiere dei supermercati. E la sua voce si unisce a quella di tanti altri addetti al commercio, dopo che l'ad di Conad, il parmigiano Francesco Pugliese, ha fatto l'appello in un'intervista al Corriere della sera: «È dal 1988 che faccio la cassiera - racconta Alessandra -. Dall'ex "Primo" al "Sigma", sempre nel supermercato di via Gramsci. I miei compiti? Nell'arco del tempo, oltre al lavoro in cassa ho spaziato in vari reparti: dall'ortofrutta ai latticini, fino alla corsia. Si mettono a posto gli scaffali e si espongono i prodotti».

Capelli corti, occhi che brillano e un sorriso dolce che nemmeno la mascherina riesce a nascondere: è proprio grazie alla sua gentilezza e alla disponibilità, sempre molto materna, che Alessandra ha conquistato i clienti: «Sì, con i clienti ho un bellissimo rapporto. Il "Sigma" è anche un supermercato di quartiere e dal momento che sono in cassa da 30 anni sono tante le persone con cui ho instaurato ottime relazioni e in certi tempi, come quello che stiamo attraversando, è fondamentale avere una parola per tutti», conferma Alessandra. Oltre un anno di emergenza sanitaria: un periodo duro anche per le cassiere? «Un periodo abbastanza complicato - risponde Alessandra -. E per quanto mi riguarda non è iniziato nel migliore dei modi, visto che in famiglia abbiamo avuto casi di covid, per cui sono dovuta rimanere a casa per un mese: tutti isolati. E quando sono tornata al lavoro ero un po' titubante: ho sempre tenuto la mascherina per ore e ore, senza mai toglierla, a parte il tempo di un caffè alla macchinetta. Certo che dà fastidio, ma se pensi ai medici e agli infermieri che la tengono per un giorno intero, capisci che lo devi fare anche tu, per cui diventa ormai naturale. Mi sono sempre arrabbiata quando vedevo persone che non la tenevano sul naso, solo perché gli occhiali si appannano o perché non riescono a respirare. Se certi comportamenti li adottiamo tutti, ci saltiamo fuori da questa pandemia, diversamente no». Un anno difficile, che ha modificato tanto le nostre abitudini: «Questo virus ha comportato diversi problemi anche a chi non si è ammalato direttamente - dice Alessandra -. Le spese delle persone sono cambiate e purtroppo si capisce quando in una famiglia c'è chi ha perso il lavoro o è dovuto stare a casa senza lo stipendio. Le spese non sono più quelle di una volta: oggi la maggior parte delle persone acquista prodotti essenziali e soprattutto in offerta. La gente è diventata molto più attenta quando deve mettere mano al portafogli. Non per ultimi gli anziani e molti purtroppo non li abbiamo più visti. C'è chi è dovuto rimanere in casa e chi invece riusciva a venire al supermercato e la voglia di fare due chiacchiere sul tempo che fa, sul coronavirus o sui figli e i nipoti è sempre stata davvero tanta: il bisogno di socializzare è costante». Un anno complicato, in cui le cassiere, che oltre al compito professionale hanno avuto anche un compito sociale, corrono rischi in ogni momento: «Il timore c'è sempre, anche perché con il nostro lavoro vediamo tanta gente e ovviamente non puoi sapere se una persona è positiva. E ripeto, non tutti si comportano bene: quando si è in coda alla cassa è necessario rispettare le distanze e chi non lo fa mi infastidisce. Per cui quando il lavoro finisce e vai a casa pensi sempre: "speriamo bene". Ecco perché senza nulla togliere a chi sta davvero in prima linea, ritengo che sia giusto far rientrare le cassiere nelle categorie da vaccinare il prima possibile. E appena arriverà il via, io mi vaccino subito: lo consiglio a tutti. È l'unica maniera che abbiamo per combattere il covid. Con il vaccino mi difendo io e vengo incontro anche a te. Per cui, sono particolarmente felice che si cominci a parlare della vaccinazione alla cassiere: sarebbe un aiuto in più a tutta la comunità per vincere questa battaglia».

 

Mara Varoli «Finalmente qualcuno parla di noi. Le cassiere ci sono sempre state in questo anno di pandemia, a contatto con migliaia di persone: sarebbe importante che potessimo avere il vaccino». Alessandra Torta è contenta che si cominci a...

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