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Calcio

Trombetta, nella Piccardo il Lukaku dell'Eccellenza

27 aprile 2021, 05:05

Trombetta, nella Piccardo il Lukaku dell'Eccellenza

Dallo «Scida» di Crotone al «Capanni» di Savignano sul Rubicone. Otto anni dopo, dalla serie B all’Eccellenza+, da giovane a leader in una carriera limitata da una miriade di infortuni tra ginocchia e caviglia e quattro operazioni: è la parabola di Michele Trombetta proveniente da Sala Bolognese, una autentica forza della natura (195 centimetri per 91 kg), che il 4 maggio 2013 debuttava in serie B con la maglia del Modena appunto a Crotone (poi arriverà la seconda presenza in casa dello Spezia) e ora è il bomber della Piccardo Traversetolo che grazie alla sua doppietta ha espugnato in rimonta il campo della Savignanese restando a meno due dalla capolista Colorno, prossimo avversario nel derby al vertice di domenica al «Tesauri».

L’attaccante, classe ‘94, voluto la scorsa estate da mister Salmi, era stato tra i migliori all’esordio nel pari interno di fronte all’Alfonsine (solo il palo gli negò la gioia del gol) e sette giorni più tardi ha firmato un successo pesantissimo a pochi minuti dalla fine.

«Una partita molto dura per via delle condizioni climatiche e del campo grande contro una squadra giovane -spiega Trombetta - siamo rimasti compatti, abbiamo incassato il colpo perché non meritavamo di andare sotto e abbiamo continuato a fare il nostro gioco senza perdere la testa. La partita è girato a favore prima dell’intervallo poi nella ripresa l’abbiamo portata a casa con la calma e la pazienza che bisogna avere in questo campionato, dove si giocano due partite in una: la prima termina al 70’ quando tutti finiscono le batterie, nella seconda i valori si azzerano e contano i cambi e le individualità».

Come vi presentate al big match contro il Colorno?

«E’ una sfida decisiva per rimanere nel gruppo di testa e continuare a giocare per il primo posto che è l’unico che conta. Partiamo sfavoriti, siamo una squadra nuova e lo scorso anno, al momento dello stop, eravamo dietro in classifica però affrontarli in scia ti dà quella scintilla e voglia in più di far bene».

Cosa l’ha convinta a venire a Traversetolo?

«E’ nato tutto dalla telefonata di Salmi che mi ha parlato di questo progetto. Ho capito che c’era qualcosa di ambizioso, onestamente l’allenatore ha influito molto nella scelta visto che non conoscevo le realtà della zona. Non abbiamo ancora fatto niente, le somme si tireranno ai primi di giugno».

Quanto credete nella promozione in serie D?

«L’obiettivo è quello, inutile nascondersi. Abbiamo le carte in regola per giocarcela ma non è vero che siamo i più bravi o i più attrezzati: la differenza la farà il campo. La vittoria in Romagna è il primo bivio verso la possibilità di poterci provare concretamente».

Chi è il suo modello?

«Non mi ispiro a nessuno, essendo interista quest’anno mi sono chiesto “perchè non posso fare quello che fa Lukaku in una squadra di Eccellenza?”. Con le debite proporzioni abbiamo in comune, per certi versi, la forza fisica anche se a me piace giocare più fronte e non spalle alla porta».

Marco Bernardini

 

Dallo «Scida» di Crotone al «Capanni» di Savignano sul Rubicone. Otto anni dopo, dalla serie B all’Eccellenza+, da giovane a leader in una carriera limitata da una miriade di infortuni tra ginocchia e caviglia e quattro operazioni: è la parabola di...

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