Sei in Gweb+

MALTRATTAMENTI

Sputi, pugni e lividi, ma per lui è solo «sesso spinto»: condannato

di Georgia Azzali -

28 aprile 2021, 05:07

Sputi, pugni e lividi, ma per lui è solo «sesso spinto»: condannato

Elegante. Con un completo di bellissima fattura. Si è seduto davanti al giudice e ha spiegato che lui non è l'uomo violento descritto (e denunciato) dalla sua ex fidanzata. I segni sul collo e sul volto della ragazza? Troppa passione e sesso un po' spinto, ha detto in aula. Ma non ci sarebbe stato nulla di «esageratamente» erotico nel loro rapporto. Prevaricazione e aggressività, piuttosto. Tanto che il ragazzo - 28enne, originario di Varese - è stato condannato a 2 anni (con rito abbreviato) per maltrattamenti, quattro mesi in più rispetto alla richiesta del pm Daniela Nunno. Il giudice ha disposto la sospensione della pena e la non menzione sul certificato penale, ma solo se, entro 60 giorni da quando la sentenza dovesse diventare definitiva, verserà 7.500 euro di risarcimento alla donna, che si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Barbara Iacovissi del Foro di Varese.

Eppure Giulia (la chiameremo così) aveva cambiato vita per quel ragazzo con un paio d'anni in meno di lei, una laurea in giurisprudenza e un contratto come consulente aziendale con mille incertezze. Lei aveva lasciato il suo lavoro da igienista dentale in Svizzera rinunciando a uno stipendio mensile da 5-6mila franchi svizzeri (oltre 5mila euro) che ormai guadagnava da qualche anno. C'era il sogno americano da inseguire. Il sogno di lui, ma anche Giulia alla fine dell'estate del 2018, dopo alcuni mesi di alti e bassi, aveva deciso di condividere il progetto.

Destinazione Miami. Eppure i problemi erano cominciati ancora prima dello sbarco nella terra promessa, a gennaio 2019: all'aeroporto lui non trovava più le sue carte di credito e i contanti che - diceva - di avere messo da parte. Arrivati in Germania, poi, un suo errore nella compilazione del modulo Esta li aveva bloccati. Ed era toccato a lei pagare. Come se non bastasse, la casa di Miami, che lui aveva trovato online, non esisteva. Risultato: in quel mese americano fu lei a sborsare quasi 15mila euro per alberghi e B&B, di cui ne avrebbe riavuti non più di 2mila.

Tanti soldi svaniti e mille problemi. Oltre che i primi litigi furiosi: sono ancora in America quando lui la spintona e le graffia un labbro.

Ma il rientro in Italia non segna la svolta: si lasciano e si riprendono. E il trasferimento a Parma, nel maggio 2019, in realtà fa esplodere antichi conflitti. Solo un paio di giorni dopo lui le avrebbe mollato un pugno sul naso, sputandole anche addosso. E il naso coperto di sangue è la prima foto scattata da Giulia e poi consegnata alla polizia a luglio insieme alla querela.

Ma in quei mesi ci sarebbero state altre liti. I motivi? Soprattutto economici. «Pagavo tutto io», ha raccontato Giulia. Verso la fine di giugno comincia a insultarla pesantemente: «Non vali niente, ammazzati, sei grassa», le urla tra le mura di casa. Poi ancora sputi. E un altro pugno vicino a un occhio che l'avrebbe fatta cadere sul letto. Sono ricordi offuscati, perché Giulia sviene, ma a un certo punto è convinta di aver sentito la voce del fidanzato e poi lui che la strattona e le getta acqua sul volto.

Fa caldo, eppure il giorno dopo al lavoro Giulia indossa una maglia a maniche lunghe sotto il camice per coprire i lividi. Ma quando si cambia, qualche collega nota i segni. E lei racconta la scusa più banale: «Sono caduta». Mentre il fidanzato le raccomanda pure di curare quei lividi, affinché scompaiano, le spalma addirittura la crema e si presenta qualche giorno dopo con un mazzo di rose.

I fiori prima di un'altra esplosione di violenza. Perché qualche sera dopo lui la blocca in una stanza della casa e, quando lei tenta di chiamare il 112, le chiude la bocca, poi le porta una mano al collo. Giulia urla con quel po' di fiato che le è rimasto, così lui molla la presa. Chiama una sua amica che ha un fidanzato carabiniere, ma non lancia l'allarme alle forze dell'ordine. «Forse perché, come le altre volte, lui si era subito dopo calmato e addormentato sul divano», ha spiegato. Ma ha scattato altre foto dei segni sul suo corpo. E il giorno dopo fa le valigie. Ha trovato la forza di riprendersi la vita. Di mostrare i lividi sotto i vestiti.