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PARMA-IMOLA

Boom per MyAppFree, startup giovane con progetti «verdi»

29 aprile 2021, 05:01

Boom per MyAppFree, startup giovane con progetti «verdi»

In ufficio si parla inglese, l’età media dei colleghi è 26 anni. E il lavoro nella sede della startup MyAppFree riguarda alcune branche del digitale con maggiore crescita internazionale. In California? No, a Imola. I fondatori sono Alessandro Del Grano di Parma e i romagnoli Massimo Caroli e Riccardo Fuzzi.

Il progetto MyAppFree è nato nel 2015 sviluppando un’idea di Caroli e Fuzzi: creare una piattaforma che permettesse di trovare le app di proprio interesse. All’inizio per Windows phone, poi per tutto il mercato. L'impresa è cresciuta, fino a un fatturato milionario. E nei giorni scorsi è arrivato il premio di Industria Felix, trimestrale in supplemento con Il Sole 24 Ore, che ogni anno assegna riconoscimenti in base a competitività, affidabilità finanziaria e sostenibilità. Il premio definisce MyAppFree Spa «tra le migliori start up innovative per performance gestionale con sede legale nella regione Emilia-Romagna». «È un risultato che non ci aspettavamo e ci ha riempito di orgoglio», spiega Del Grano. Parmigiano, 29 anni, dopo il liceo si è iscritto a Ingegneria informatica, elettronica e delle telecomunicazioni, per poi dedicarsi sempre più al progetto. Ora si divide fra Parma e Imola.

I fondatori hanno vinto bandi regionali e sono stati nella Silicon Valley ma restano legati all’Italia, anche se ci si scontra con scogli come la burocrazia o le difficoltà di trovare competenze specifiche in giovani da assumere.

Sulla piattaforma l'utente può registrarsi, scoprire applicazioni e giochi di suo interesse; inserzionisti e agenzie pubblicitarie possono raggiungere in modo preciso gli utenti interessati ai loro prodotti e attività. «Stiamo aprendo altri servizi - continua Del Grano -. Nel 2020 abbiamo acquisito iNews, che fornisce contenuti editoriali su Android e iOs, e lanceremo presto un servizio che trasforma la pubblicità in un servizio green. Il nome è MyAppTree». Riassumendo: il download di app e giochi genererà un profitto da devolvere ad associazioni che piantano alberi. «Si parla molto di Industria a impatto 0 sull’ambiente. Per noi è il minimo indispensabile, stiamo lanciando un progetto per la riforestazione tramite azioni digitali. Entro due anni speriamo di raggiungere l'obiettivo. Vorremmo fare da apripista per tante altre aziende».

La startup fatturava 3 milioni due anni fa; nel 2020 è arrivata a 6 milioni e la previsione per fine 2021 è di 14 milioni di euro, grazie alla crescita delle attività legate a giochi, finanza e contenuti multimediali. I mercati: 80% estero (Stati Uniti, Giappone e Germania soprattutto), 20% Italia. I dipendenti sono 14 ma l’obiettivo è salire a 20 quest'anno. «Siamo di cinque nazionalità e parliamo italiano, inglese, portoghese, russo, ucraino, giapponese e cinese», racconta Del Grano, che vuole «incoraggiare altri giovani a fare impresa o a unirsi a noi perché siamo in cerca di talenti da assumere». Su www.myappfree.com sono elencate le figure che la società sta cercando.

Andrea Violi

 

In ufficio si parla inglese, l’età media dei colleghi è 26 anni. E il lavoro nella sede della startup MyAppFree riguarda alcune branche del digitale con maggiore crescita internazionale. In California? No, a Imola. I fondatori sono Alessandro Del...

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