Sei in Gweb+

IL CASO

Il negozietto di Santa Giustina chiude? I bardigiani si mobilitano

30 aprile 2021, 05:06

Il negozietto di Santa Giustina chiude? I bardigiani si mobilitano

Monica Rossi

BARDI - Immaginate di vivere in un paesino sul cocuzzolo dell’Appennino e di essere rimasti senza sale (per citare un bene di prima necessità a caso). E immaginate che quel borgo abbia la fortuna di avere un suo negozietto: uscire e comprare è facile, vero? Ma immaginate ora che quella bottega, complici la crisi o la burocrazia asfissiante, non ce l’abbia fatta e sia stata costretta a tirar giù per sempre la saracinesca.

Così, per una banale manciata di sale, vi toccherebbe fare svariati chilometri. Qualcuno potrebbe dire «e perché non chiedere ai vicini?». Vero, ma non a tutti garba e non sempre sono in casa. È proprio per scongiurare la fine di un servizio così prezioso, che la comunità di Santa Giustina, grappolo di case nel comune di Bardi nella verde Val Lecca, si sta mobilitando per far quadrato intorno all’unica bottega superstite gestita dell’indomita Silvia Soprani.

Negozio, ma anche bar, che l’87enne (ebbene sì!) gestisce vendendo l’essenziale e non solo: è infatti l’unica «palta» per prodotti alimentari e casalinghi nell’arco di chilometri. Aperto dalla primavera alla fine dell’estate, l’attività però rischia di chiudere. E non per raggiunti limiti di età: la Soprani, infatti, benché abbia espresso la volontà di continuare, si sta scontrando con le nuove normative fiscali che hanno imposto a tutti commercianti l’adozione del «registratore telematico».

Impresa non facile sia perché nelle frazioni la rete è o ballerina o assente, sia perché dietro ci sono spese importanti. «L’adozione di tale strumentazione rappresenterebbe per Silvia non solo un impegno economico difficilmente sostenibile, in rapporto a guadagni quasi figurativi - si legge nella lettera che i residenti e i proprietari delle seconde case di Santa Giustina hanno indirizzato al sindaco di Bardi Giancarlo Mandelli, al Prefetto di Parma Antonio Garufi e all’assessore regionale Barbara Lori -, ma soprattutto richiederebbe conoscenze e capacità che Silvia non possiede». Il sindaco di Bardi, che ha letto la lettera, ora anche oggetto di una petizione sulla piattaforma «Change.org», ha promesso che farà il possibile per aiutare la Soprani.

«Il servizio che offre la signora Silvia, che vorrei conoscere e infatti presto andrò a Santa Giustina, va tutelato - ha detto -. Qui però si pongono svariati problemi legati non solo agli obblighi fiscali, ma anche alla difficoltà di gestione di un registratore e al peso di un investimento per acquistarlo. Per evitare il cambio, si potrebbe trasformare l’attività in circolo, anche se si porrebbe il problema della vendita di prodotti al dettaglio e del tesseramento».

E la Soprani che dice? «Tutti hanno piacere che io tenga aperto e in tanti si stanno dando un gran da fare per aiutarmi. Alla mia età però non posso adeguarmi alle nuove normative: non ce la farei né come spesa, né come gestione, né come conoscenze. Spero mi lascino continuare con le vecchie regole. In caso contrario, sarò costretta a chiudere. E mi dispiacerebbe davvero tanto, perché io in quella bottega io ci sono nata e cresciuta».

 

Monica Rossi BARDI - Immaginate di vivere in un paesino sul cocuzzolo dell’Appennino e di essere rimasti senza sale (per citare un bene di prima necessità a caso). E immaginate che quel borgo abbia la fortuna di avere un suo negozietto: uscire e...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal