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Smart working addio. In Comune si torna in ufficio

01 maggio 2021, 05:02

Smart working addio. In Comune si torna in ufficio

Pierluigi Dallapina

Gli impiegati pubblici si preparano a tornare in ufficio. Certo, non sarà un ritorno in massa, perché la pandemia ha stravolto le abitudini del mondo del lavoro e quindi una quota di dipendenti in smart working resterà comunque. Ma sarà minima rispetto a quella rispettata fino ad oggi.

Il decreto Proroghe, approvato giovedì dal Consiglio dei ministri, cancella l'obbligo del 50% di telelavoro per i dipendenti pubblici, e ieri mattina il Comune non si è fatto trovare impreparato con l'approvazione, da parte della giunta, del Regolamento sul lavoro agile. «È una sperimentazione e l'obiettivo è quello di salvaguardare la salute e il benessere dei lavoratori dell'ente, senza andare a scapito della qualità dei servizi offerti ai cittadini», premette il vicesindaco Marco Bosi. «È tutta una questione di fiducia e responsabilità. Questi sono i due valori alla base del lavoro agile», aggiunge il direttore generale del Comune, Marco Giorgi, che ha seguito passo dopo passo quello che definisce «un cambio di paradigma» nel modo di organizzare la macchina comunale.

Le nuove regole entreranno subito in vigore e daranno vita ad una sperimentazione, della durata di sei mesi, che prevede un massimo di 80 dipendenti in lavoro agile e non più di due giorni alla settimana da remoto. «Su circa 1.200 dipendenti, tra marzo e aprile 2020 abbiamo avuto fino a 800 persone in telelavoro», puntualizza Giorgi.

Chi beneficerà del lavoro agile non timbrerà più il cartellino, ma dovrà garantire tre ore al giorno di reperibilità, dalle 9.30 alle 12.30. Il resto del tempo potrà gestirlo come meglio crede, perché l'attività non sarà più ingabbiata in un orario fisso, in quanto il dipendente dovrà lavorare su progetti e raggiungimento di obiettivi. «Viene garantito un diritto alla disconnessione, che si traduce in undici ore di riposo consecutive», aggiunge il direttore generale.

Il lavoro agile permette al dipendente di lavorare dove gli pare, «ma non in quei luoghi, tipo il bar - avverte Giorgi - in cui può essere messa in discussione la privacy».

Dirigenti e funzionari verranno formati per imparare a gestire il lavoro agile, ma non tutte le attività potranno essere svolte a distanza. «I dipendenti che sono agli sportelli - spiega il vicesindaco - ovviamente saranno in presenza». Una commissione interna autorizzerà i dipendenti che potranno lavorare a progetto. E i sindacati cosa dicono? «Il regolamento - assicura Bosi - è frutto di un lavoro condiviso».

 

Pierluigi Dallapina Gli impiegati pubblici si preparano a tornare in ufficio. Certo, non sarà un ritorno in massa, perché la pandemia ha stravolto le abitudini del mondo del lavoro e quindi una quota di dipendenti in smart working resterà comunque....

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