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Il secondo tempo

Con Montali riparte il cinema

03 maggio 2021, 05:02

Con Montali riparte il cinema

Cosa succede quando la tua più grande passione viene a mancare? Ti trovi al cinema, seduto su una comoda poltroncina rossa e a questo punto il film comincia. Le luci si affievoliscono fino a spegnersi del tutto, l’odore dei pop corn che tanto ti piace penetra nelle narici e ti ricorda «casa». La bellezza autentica dello schermo ti avvolge. Ma poi, in modo del tutto inaspettato, l’arrivo del Covid e la chiusura delle sale. Una pausa forzata per chi vive di arte e di spettacolo. Poi, finalmente, la ripresa: e, a ottobre, un nuovo, lungo stop. Ma l'attesa è finita: dalla scorsa settimana i luoghi della cultura si sono ripopolati e le saracinesche dei cinema sono state sollevate. Ce lo ha raccontato Alessandro Montali, giovane e promettente regista parmigiano, con il suo cortometraggio «Il secondo tempo», presentato nei giorni scorsi al cinema Farnese di Roma con lo scopo di essere proiettato in pre roll nelle sale dei cinema indipendenti d’Italia affiliati alla Fice.

«Il corto nasce dall’esigenza di spiegare la sensazione che si prova quando vieni privato della tua passione - spiega Alessandro - ed è in fondo una storia d’amore: esattamente come avviene quando manca la donna che ami, quando vieni privato della tua passione è come se questa esplodesse e si diffondesse in tutto il mondo circostante, frammentata». Giovanni Sabatino e l’attrice e cantante Paola Lavini sono i protagonisti della clip. Altre protagoniste silenziose: Roma e il cinema Farnese. «Lo scopo era quello di far capire agli spettatori che il cinema sta tornando - ha aggiunto il regista - e di farlo tramite un corto che rappresentasse un’idea di riapertura».

Anche il titolo del corto, «Il secondo tempo» richiama questa idea. Afferma Alessandro: «Hai presente quel momento in cui sei al cinema, a metà del film, comincia la pausa e compare la scritta “inizio secondo tempo”? Ecco, questo è quello che volevamo raccontare: la pausa è finita, il film ricomincia. Anche lo “ssh” finale di Paola Lavini vuole essere un po’ una provocazione in questo senso». Anche se «l’intento non vuole essere polemico - chiarisce Alessandro - ma solo un tentativo di elogio del cinema».

È così che le parole chiave de «Il secondo tempo» diventano amore, passione, condivisione, in mezzo alle note di «Take a seat» di Federico Romaldi e Alison. La colonna sonora è stata creata su misura del corto, come ha affermato Alessandro, il quale, appassionato di cinema fin da bambino, ci rivela da dove nasce questo amore per la settima arte e il significato che le attribuisce: «Questa passione è nata quando avevo 10 anni più o meno e mi ricordo che mio padre (il mitico allenatore di volley Gianpaolo, ndr) mi portava al cinema all’aperto. Mi affascinava il fatto di poter entrare in un posto e dare un’ora e mezza del mio tempo per ricevere indietro una storia. Per me il cinema è questo: raccontare una storia in modo che chi va al cinema possa dare un’ora e mezza del suo tempo per avere in cambio molto di più. Perché non c’è cosa più bella che vivere un’emozione in una sala e condividerla insieme ad altre persone».

Lisa Melioli

 

Cosa succede quando la tua più grande passione viene a mancare? Ti trovi al cinema, seduto su una comoda poltroncina rossa e a questo punto il film comincia. Le luci si affievoliscono fino a spegnersi del tutto, l’odore dei pop corn che tanto ti...

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