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Estate a scuola, Parma si prepara

di Monica Tiezzi -

03 maggio 2021, 05:08

Estate a scuola, Parma si prepara

A scuola anche d'estate: per recuperare le lacune di un anno in dad, prepararsi meglio alla riapertura di settembre, per momenti di creatività e socialità.

Sono in arrivo, annuncia il Miur, 510 milioni (151 senza richiesta, in base agli studenti iscritti a ogni istituto, più o meno 18 mila euro a scuola; 320 di PON, Piano operativo nazionale; altri 40 dalla legge 440 che il Ministero attribuirà alle scuole che aderiranno a un avviso emanato dal Ministero) per organizzare corsi che avranno un carattere di didattica e orientamento a giugno e settembre, e un altro più ricreativo e di socialità a luglio ed agosto.

Un progetto che molti dirigenti scolastici di Parma giudicano interessante, ma che sembra scontrarsi con tempi davvero ristretti di organizzazione e che dovrà fare i conti (visto che l'adesione degli insegnanti sarà volontaria, per quanto retribuita) con la disponibilità di docenti stressati da oltre un anno in condizioni difficili fra dad, malattie, quarantene e tamponi.

«Per i fondi europei del PON è necessario presentare un programma dettagliato entro il 21 maggio - fa notare Aluisi Tosolini, dirigente del liceo Bertolucci e presidente di Asapa, Associazione scuole autonome di Parma - Poi dovrebbero partire i bandi per l'assegnazione dei progetti e la rendicontazione è davvero complicata, ispirata ad una logica di controllo estremo. Con i colleghi stiamo valutando se è fattibile». Anche perché il grande lavoro burocratico non sempre potrebbe valere la candela: i fondi infatti, ha stabilito il Miur, andranno per il 70% alle regioni del Sud, per il 10% al Centro e per il 20% al Nord.

Per Tosolini, inoltre, le attività più estive rischiano di non essere attrattive per certe fasce di età e contesti. «Vedo bene un corso sportivo, teatrale o un laboratorio a Pellegrino, Bardi o Varsi, soprattutto se mirato a studenti di elementari e medie. Meno bene proporre in città attività a ragazzi delle superiori che non aspettano altro che sfuggire all'afa e andare in vacanza. Comunque stiamo valutando: per il Bertolucci penso ad esempio ad una masterclass di musica».

L'altra incognita del progetto è la disponibilità dei professori. «È stato un anno stressante e gli insegnanti sono molto stanchi, anche psicologicamente - dice Pier Paolo Eramo, preside dell'istituto comprensivo Parma Centro - Per il resto, ho sempre sostenuto che la scuola dovrebbe essere aperta 12 mesi l'anno e l'idea del Miur non può che piacermi. Già nelle scorse estati abbiamo organizzato corsi di inglese e sport, chiedendo alle famiglie un pagamento. Bene quindi che arrivi un contributo statale. Ma i problemi logistici e organizzativi non sono banali e i tempi proprio stretti».

L'ipotesi verso cui molti istituti si starebbero orientando è affidare i corsi di luglio e agosto ad associazioni e cooperative esterne (che, fra l'altro, non lavorano da più di un anno) con le quali le scuole hanno già instaurato collaborazioni. Magari utilizzando anche spazi come musei, biblioteche, teatri, cinema. O all'aperto.

«Alla Toscanini ad esempio abbiamo un bel parco che però dev'essere sistemato - dice la dirigente Elena Conforti - Mi piacerebbe realizzare iniziative con associazioni del territorio con le quali abbiamo già lavorato. Il primo passo sarà sentire i genitori per capire i numeri dei ragazzi interessati perché bisogna comunque tenere ben presenti le regole di sicurezza legate al Covid».

Anche il Comune si sta muovendo per offrire in estate occasioni di socialità ai ragazzi inchiodati al computer da un anno di dad. «Dovremo valutare i progetti anche con l'assessorato alla scuola per coordinarsi ed evitare doppioni - dice Paola Piolanti, dirigente dell'Albertelli-Newton - E bisognerà stimare il reale interesse delle famiglie, sia per i corsi più ricreativi che per quelli più didattici, per i quali alcuni professori hanno già fatto proposte interessanti. Il tempo stringe. Ma d'altronde, in questo ultimo anno ci siamo abituati agli ordini e contrordini repentini, credo che ce la faremo».