Sei in Gweb+

MUSICA

Alberto Bertoli, una canzone contro i no vax

Intervista al figlio d'arte

04 maggio 2021, 05:02

Alberto Bertoli, una canzone contro i no vax

Arriva sempre il momento in cui devi dire le cose con chiarezza e fermezza, senza giri di parole. Soprattutto se ti chiami Alberto Bertoli e hai l'esempio di tuo padre, Pierangelo Bertoli, abituato a dirle «a muso duro».

Ecco perché dovendo dire due parole agli scettici della pandemia ha scritto «Pane al riquadro», pubblicato il 25 aprile e disponibile su YouTube e su tutte le piattaforme on line.

La canzone è un mix di ragione e istinto: «L'ho scritta - spiega il cantante modenese - quasi di getto e con rabbia sulla bozza di una canzone scritta dall'amico musicista Marco Baroni, cambiando quasi completamente il testo».

«Mi ero già scontrato, soprattutto sui social - prosegue il cantautore - con qualche amico novax, negazionista,“ nobrain ”, perché non riesco a capire il senso di quello che dicono. Io sono logopedista, ho fatto tre anni di medicina e nei testi non si ricorda una volontà contraria ai vaccini come ora. Poi è successo che la nonna della mia compagna sia morta di Covid e allora ho scritto la canzone, ma non mi sembrava il momento di pubblicarla perché non volevo creare polemiche ».

«Ma quando mi sono vaccinato e ho messo la foto sui social ho ricevuto una caterva di insulti, una cosa veramente folle. Questo mi ha convinto a pubblicarla ».

E anche questo è un altro punto in comune con papà Pierangelo ...

«Sì, perché anche “A muso duro” è stata scritta dopo una discussione che mio padre fece con un discografico. Gli diceva che stava sbagliando, che doveva essere più semplice, che non doveva scrivere poesie. E lui scrisse “A muso duro”. Io ho deciso di pubblicarla per dire quello che penso, perché la canzone mi piace e non vedo perché non dovrei renderla pubblica. Ci deve essere una coesione, una coerenza intellettuale tra quello che uno dice e quello che uno scrive o che fa. La differenza con mio padre è che a me piace mettere anche un po’ di ironia mentre lui andava più dritto».

«Pane al pane» è stata arrangiata con il chitarrista Jonathan Gasparini e inserita all’interno del progetto del Collettivo Mario Rossi, che sta promuovendo una raccolta di canzoni legate a questo momento.

«Anche il loro entusiasmo mi ha convinto a pubblicarla e inoltre mi hanno aiutato per tanti aspetti della produzione. All’interno del collettivo ci sono anche amici come Andrea Mingardi, i Mamamicarburo, Danilo Sacco, i Ma Noi No, Andrea Barbi. E quando hai un amico vero all’interno di un progetto è come essere a casa».

Quanto è importante, soprattutto in momento come questo, potersi esprimere attraverso l’arte?

«Rispondo con una frase di Churchill. Durante la guerra, in una seduta del parlamento si discuteva dei fondi da destinare all’esercito. Tutti dicevano di tagliare l’istruzione, la cultura, l’arte. Quando tutti ebbero finito di parlare disse semplicemente “Ma se togliamo tutto questo, allora per cosa combattiamo?”. Aveva già capito che non siamo solo accessori».

Pierangelo Pettenati

 

 

Arriva sempre il momento in cui devi dire le cose con chiarezza e fermezza, senza giri di parole. Soprattutto se ti chiami Alberto Bertoli e hai l'esempio di tuo padre, Pierangelo Bertoli, abituato a dirle «a muso duro». Ecco perché dovendo dire due ...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal