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VIOLENZA

Suona il clacson dopo il sorpasso e viene massacrato: condannato l'aggressore

di Georgia Azzali -

04 maggio 2021, 05:07

Suona il clacson dopo il sorpasso e viene massacrato: condannato l'aggressore

Un colpo di clacson. E la miccia della rabbia si è innescata. Era bastato premere un po' sul volante per scatenare una reazione inaudita: insulti, minacce, botte e un paio di forbici passato come una lama su un orecchio. Lui, 31 anni, parmigiano, era uscito dal Pronto soccorso con una prognosi di due settimane. Gli aggressori? Due persone a bordo di un furgone, ma solo uno è stato identificato (il passeggero), e ieri è stato condannato a 1 anno. Originario di Crotone, 44 anni, dovrà anche versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 2.500 euro all'automobilista, che si era costituito parte civile assistito dall'avvocato Michele Cammarata.

Solito tragitto per tornarsene a casa dopo il lavoro, anche quel pomeriggio d'ottobre di tre anni fa. Ma verso le 17,45, in via Traversetolo, subito dopo essere uscito dalla tangenziale, Sergio (lo chiameremo così) si accorge di quel furgoncino blu che sta incollato alla sua auto. Così vicino che, alla rotonda, deve rapidamente spostarsi ancora di più all'interno perché il Doblò sfiora la fiancata. Tanto che Sergio istintivamente preme il clacson. E in quel momento comincia il film a cui non avrebbe mai voluto partecipare. Il furgoncino si blocca davanti alla sua auto. Scendono in due: l'autista stringe in una mano un tirapugni e nell'altra ha un paio di forbici da elettricista. Sergio è paralizzato dalla paura «Adesso ti ammazziamo», gli butta in faccia il passeggero del furgone. Sono attimi di estrema tensione. Anche altri automobilisti in coda vedono la scena e sentono quelle minacce. Uno scende dalla macchina, è un ispettore della polizia penitenziaria: cerca di fare calmare i due, ma viene spintonato e coperto di insulti. Sergio fa in tempo a fare solo pochi passi, perché il passeggero del furgone gli molla uno schiaffone. E lui reagisce: sferra un destro che lo fa finire a terra. Ma l'altro va all'attacco impugnando le forbici e colpendolo all'orecchio.