Sei in Gweb+

IL CLUB ALPINO

«Sentieri e cammini storici devastati dai mezzi motorizzati»

26 maggio 2021, 05:07

«Sentieri e cammini storici devastati dai mezzi motorizzati»

E’ purtroppo frequente incontrare, camminando sul nostro medio Appennino, soprattutto nella fascia collinare, tratti di sentieri e carraie profondamente solcati, se non distrutti, dal transito di mezzi motorizzati.

Questi tratti, oltre a diventare spesso pressoché intransitabili da altri fruitori, siano essi a piedi, in bici o a cavallo, diventano soprattutto un vero e proprio sfregio paesaggistico ed ambientale, proprio in un periodo dove la riscoperta della natura porta a frequentare i nostri monti e colline da parte di un numero crescente di persone, sia locali che provenienti da altri territori, dando vita a forme di turismo «dolce», anche di prossimità, di possibile ed interessante sviluppo futuro.

A denunciare questo problema irrisolto è la sezione di Parma del Club alpino italiano, da sempre impegnata per la salvaguardia delle nostre colline e montagne.

«Se è indubbio che le attività di agricoltura e silvicoltura rendono necessaria la percorrenza di carraie anche con mezzi motorizzati, meno accettabile lo è per meri motivi ludici e ricreativi, soprattutto se il passaggio avviene nei giorni immediatamente seguenti precipitazioni piovose o nevose, con conseguenze ambientali difficilmente sanabili nel tempo», affermano i responsabili del Cai.

«La cosa è ancor più grave quando queste situazioni riguardano tratti lungo o nei pressi di cammini storici, quali la Francigena, la Via degli Abati, la Via Longobarda o la Via di Linari, dove la bellezza del paesaggio si coniuga a fattori di tipo storico, culturale e religioso che poco hanno a che vedere con l’attività motoristica incontrollata. A sottolineare il carattere di “bene comune” di questi percorsi, proprio in questi mesi sono in fase attuativa da parte della pubblica amministrazione importanti progetti di valorizzazione e conservazione con finalità anche di promozione turistica e di possibile sviluppo di piccole realtà economiche ecosostenibili», proseguono. «Una riflessione su questi aspetti dovrebbe essere già sufficiente a dissuadere questi comportamenti - concludono - che vanno contro l’ambiente e la comunità. Su questa funzione educativa/informativa è fondamentale l’azione delle amministrazioni pubbliche locali, senza escludere anche provvedimenti cautelativi e di divieto consentiti dalle leggi regionali vigenti. Ne va della credibilità di tutte le operazioni di valorizzazione e promozione avviate».