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Coronavirus

Le scuole di ballo: «La ripartenza? Un miraggio»

06 giugno 2021, 05:07

Le scuole di ballo: «La ripartenza? Un miraggio»

La pandemia ha travolto anche le scuole di danza. Le oltre 20 realtà di Parma, in cui lavorano almeno un centinaio di maestri, si sono dovute piegare a due lunghi periodi di chiusura che hanno severamente inciso sia sull’aspetto economico che emotivo.

Ora il nuovo decreto ha anticipato l’apertura delle scuole di danza alla scorsa settimana, al 24 maggio e non al 1 giugno come era previsto, però con approssimativamente solo un mese di lavoro effettivo davanti a sé solo alcune hanno deciso di riaprire, ma molte altre non ne avranno la possibilità economica con in più l’incognita delle partecipazioni dopo questi lunghi mesi di chiusura. Se ne riparlerà a settembre, per chi riuscirà a superare quasi un anno di inattività.

Chi ha fatto della sua vita la danza conosce quanta tenacia, disciplina ed entusiasmo e passione servano. e anche se questi mesi sono stati molto limitanti per il settore, gli insegnanti e le scuole hanno risposto al blocco delle attività in presenza con uno sforzo di volontà e fantasia. Per molti le lezioni online sono state il canale di contatto preferenziale per non fermarsi completamente. 

Da marzo dell'anno scorso molte scuole si erano reinventate attivando corsi collettivi e lezioni private online, per mantenere viva la socialità dei gruppi e permettere agli allievi di esercitare la tecnica. Non sempre è stato semplice, parliamo di svariate discipline e con età disparate, dalla danza contemporanea all’hip-hop, dal tango argentino alla danza classica passando per i balli latino americani e caraibici.

Gli allievi di ogni scuola avevano risposto con solidarietà ed entusiasmo, tanto che a settembre, con fatica, le scuole si erano rimesse in piedi, rivoluzionando gli spazi, attenendosi con scrupolo ai protocolli sanitari e investendo le ultime risorse economiche per garantire agli allievi e insegnanti la massima sicurezza possibile. Serietà dimostrata dal fatto che non vi è stato nessun contagio nelle strutture. 

L’estate scorsa è passata lasciando strascichi economici durissimi, come affitti, tasse e utenze varie. Costi importanti a cui le scuole anche quest’anno hanno dovuto far fronte con grave difficoltà e che in alcuni casi non hanno potuto sostenere. Non tutti hanno avuto modo di percepire gli aiuti previsti dal governo nei vari decreti che si sono susseguiti e ad alcuni, pur avendone diritto, non sono ancora arrivati.

Il secondo stop, arrivato poco dopo la riapertura di ottobre, che aveva visto tornare numerosi allievi e nuovi principianti, le ha portate quasi al collasso e la paura, manifestata o celata nella voce dei coinvolti che lascia trasparire un senso d'impotenza, è che la chiusura possa tramutarsi da temporanea a definitiva. Un timore che rivela la sua gravità non solo per i titolari, presidenti e insegnanti, ma anche per un tessuto sociale che perderebbe punti di riferimento importanti per l'aspetto sociale-ricreativo della città. 

 

 

La pandemia ha travolto anche le scuole di danza. Le oltre 20 realtà di Parma, in cui lavorano almeno un centinaio di maestri, si sono dovute piegare a due lunghi periodi di chiusura che hanno severamente inciso sia sull’aspetto economico che...

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